CANNES 2026 Quinzaine des Cinéastes
Recensione: Shana
- CANNES 2026: Il film di Lila Pinell è una potente tragicommedia femminista sul tema del controllo con protagonista un personaggio molto pittoresco

"Osservavo le persone. Non avevano idea di cosa stessi passando. Le invidiavo per la loro vita tranquilla". Con Shana, il ruolo eponimo del suo secondo lungometraggio (il primo in solitaria), presentato alla Quinzaine des Cinéastes del 79mo Festival di Cannes, Lila Pinell ha scelto un personaggio esplosivo, combattivo fino all'insulto, che aspira a "una vita normale", ma è totalmente impantanato nella schiavitù di un amore passionale e tossico. Una personalità fuori dal comune le cui disgrazie attirano irresistibilmente la simpatia stupita dello spettatore, ritratta in uno stile moderno, giocoso ma iperrealistico, che affronta con delicatezza temi sociali sensibili e paradossali.
Le scenate, Shana (Eva Huault) le conosce bene e non ha paura di salire di giri quando si sente attaccata, in particolare da sua madre (Noémie Lvovsky) con cui intrattiene rapporti burrascosi. Ma nella sua vita privata, è diventata volontariamente una schiava sottomessa al perverso e manipolatore Moïse (Sékouba Doucouré), uno spacciatore incarcerato, una vera spina nel fianco che le ha delegato i suoi piccoli traffici e la tiene d'occhio da lontano. Ma il risveglio sarà brutale…
Tra la pungente forza della negazione e il desiderio di "Girl Power", Shana, dotata di un fisico esplosivo (statura imponente, "crop top" estremamente scollato, labbra rifatte) si muove e improvvisa nello spirito parigino dell'epoca (individualismo, amiche con desideri condivisi di chirurgia estetica, lavoretti per sbarcare il lunario, ecc.), mentre il film svela gradualmente la fonte dello squilibrio emotivo che l'ha portata a trasformare la sua quotidianità in un incubo con la scarcerazione di Moïse e l'imperativo bisogno di ritrovare il denaro che ha sperperato.
Sorretto da un’onnipresente e fantastica Eva Huault, il film procede a velocità vertiginosa, con un intreccio concentrato nell’arco di una settimana scarsa. Flirtando con il burlesco e appoggiandosi a una realtà a tratti durissima (droga e donne incinte, prostituzione alla portata di chiunque, abbandono dei figli), Lila Pinell ausculta le contraddizioni ("non sono superstiziosa, ma non voglio sfidare il diavolo", ebrea di origine marocchina pro-Palestina, relazioni umane d’amore e tradimento, ecc.) attraverso le vicende di una commedia dinamica dall’umorismo feroce. Attraverso la lente della consapevolezza che si risveglia in una donna, la regista dipinge un avvincente ritratto femminista che mette in discussione la società nella sua ricerca della verità, evitando ogni semplificazione eccessiva.
Shana è prodotto da Ecce Films e da CG Cinéma, ed è coprodotto da France 2 Cinéma. Les Films du Losange cura le vendite internazionali.
(Tradotto dal francese)
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