CANNES 2026 Quinzaine des Cinéastes
Recensione: L’Espèce explosive
- CANNES 2026: Con il suo primo film, Sarah Arnold ci regala una commedia originale e fuori dagli schemi, un'indagine bizzarra sullo sfondo di una guerra tra cacciatori di cinghiali e agricoltori

"Ci mandano uno psicologo. A quanto pare, abbiamo buone ragioni per chiedere aiuto". Benvenuti alla gendarmeria dipartimentale di Vouziers, nel cuore delle Ardenne, in una regione boschiva isolata dove un conflitto alimentato da rabbia nera, fucili, provocazioni, minacce e avvelenamenti sta rendendo l’atmosfera davvero velenosa. È questo il contesto che Sarah Arnold sceglie di sconvolgere con enorme umorismo nel suo primo lungometraggio, L’Espèce explosive, una bellissima scoperta della Quinzaine des Cinéastes del 79mo Festival di Cannes.
"Che cosa cercate? L’anarchia? Il caos? State sprofondando e tutti devono sprofondare con voi? Non capite proprio cosa sta succedendo qui". Arrivato dalla Corsica, dove è stato trasferito per motivi disciplinari, il maresciallo capo Orsini (uno straordinario Alexis Maneti) è nel pieno di una profonda depressione. Catapultato nella quotidianità della brigata del capitano Marchal (Bertrand Belin) e affiancato all’insopportabile Victor (Vincent Dedienne), si ritrova subito immerso nei tumulti (carcasse di animali, un notabile ucciso l’anno precedente da un caposquadra scomparso e dato per morto, vecchi rancori, menzogne e denunce, ecc.) del conflitto locale tra cacciatori di cinghiali (sempre più numerosi e più grossi) e agricoltori.
Abile investigatore, Orsini ricostruisce la vicenda e sospetta un traffico legato alla Polonia e agli affari loschi di coloro che organizzano battute di caccia per l'élite parigina e belga. Ma deve soprattutto gestire se stesso ("non andare fuori di testa, guarda le scarpe, resta dritto") e una seduta di terapia disposta dal tribunale lo obbliga a consultare ogni giorno Stéphane (un’ottima Ella Rumpf), una psicologa appena assegnata alla brigata. Pian piano si forma un duo improbabile e tutto finirà per degenerare…
Incisivo e molto divertente, L’Espèce explosive (la cui sceneggiatura è stata scritta dalla cineasta italo-svizzera con Olivier Séror) fonde un realismo ben documentato del contesto locale (adescamenti, trofei e l'economia della caccia, vecchie storie di famiglia, accordi sottobanco, ecc.) con uno stile esuberante che punta alla distorsione, una rivisitazione caustica e jazzistica del genere poliziesco. Un equilibrio perfetto che mette in risalto anche il talento di Noé Bach alla fotografia e di Florencia Di Concilio alle musiche, per un'esplorazione giocosa e dinamica delle contraddizioni umane, di grande originalità. Perché "quando la gente parla, la verità tace".
L’Espèce explosive è prodotto da 5 à 7 Films e coprodotto da France 3 Cinéma. Playtime gestisce le vendite internazionali.
(Tradotto dal francese)
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