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CANNES 2026 Un Certain Regard

Recensione: Congo Boy

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- CANNES 2026: Il lungometraggio d'esordio di Rafiki Fariala narra la vita difficile ma piena di speranza di un giovane rifugiato nella Repubblica Centrafricana

Recensione: Congo Boy
Bradley Fiomona (centro) in Congo Boy

Robert (Bradley Fiomona), un rifugiato congolese tardo adolescente a Bangui, Repubblica Centrafricana (RCA), ha una montagna di problemi ma mantiene alto il morale. Per cominciare, i suoi genitori sono in prigione per un oscuro pasticcio burocratico legato ai loro documenti d’identità; da dietro le sbarre scheggiate della sua cella, il padre (Hubert Ngbolo) supplica Robert di diventare medico, come sostiene di essere stato (in realtà è un infermiere in pensione, come scopriremo più avanti). Pur non essendo un sognatore, Robert può giustamente ribattere (come molti adolescenti prima di lui): "Sono un artista". Infatti, esegue i brani scritti da lui davanti a pubblici entusiasti nei locali notturni alla moda di Bangui, passando con disinvoltura dallo speed-rap ai ritornelli da cantare in coro. Eppure, come accade in varie altre zone della città, di giorno come di notte, milizie appartenenti a fazioni della guerra civile nella RCA sono note per irrompere con violenza sulla pista da ballo.

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In mezzo a tutto ciò, il debutto nella finzione di Rafiki Fariala, Congo Boy, è comunque uno dei film più prevedibili in programma al Festival di Cannes quest’anno, dove è stato presentato nella sezione Un Certain Regard (il suo lavoro precedente era il documentario Nous, étudiants !, presentato al Forum della Berlinale.) È un giudizio severo ma giusto, soprattutto considerando che la storia è strettamente ispirata alle esperienze vissute da Fariala un decennio prima: si avverte come tono e intreccio spingano costantemente lo spettatore verso l’ottimismo, a prescindere dalle sfide affrontate da Robert, con una traiettoria costruita per regalargli, alla fine, una pacca sulla spalla – è un alter ego del pubblico stranamente privo di difetti caratteriali. Eppure, grazie all’autenticità sul campo e alla vivacità visiva del film, e al suo valore di testimonianza sincera da parte di un regista che non ha ancora trent’anni, ha la stoffa per conquistare davvero il pubblico. Soprattutto con quelle sequenze di contest rap in stile 8 Mile.

Robert si fa chiamare “Big R” ai primi concerti, ma quando, nel finale del film, si iscrive a un concorso per giovani talenti sostenuto dall’UNHCR (l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, qui tratteggiata con un filo di cinismo), sceglie un nuovo nome più legato alle proprie origini. Congo Boy è troppo solare per essere un film esistenzialista, eppure una delle principali fonti di tensione deriva dalla lotta interiore di Robert sul senso di appartenenza e sul suo status all’interno della piccolissima comunità congolese in questo Paese vicino (un contesto che la sceneggiatura, firmata da Fariala e dallo scrittore francese Tommy Baron, potrebbe approfondire maggiormente). 

Le pressioni del tirare avanti giorno per giorno, con così tanti pericoli anche per un adolescente ambizioso (compreso il fatto di farsi padre surrogato dei suoi quattro fratellini in una casa famiglia, gestita da un colonnello della gendarmeria), sono ulteriormente acuite dalla sua identità di rifugiato – come avevano ben compreso i suoi genitori, desiderosi di emigrare una seconda volta. Con Boris Lojkine (Souleymane’s Story) alla produzione, Congo Boy dovrebbe risuonare bene nei territori francofoni e presso il pubblico della Gen Z, consacrando Fariala come una nuova voce africana promettente, al pari di Marie-Clémentine Dusabejambo con il suo Ben’Imana al Festival di Cannes di quest’anno. Tuttavia, nonostante la sua accessibilità, avrebbe bisogno di un po' più di grinta.

Congo Boy è una coproduzione tra Repubblica Centrafricana, Francia, Repubblica Democratica del Congo e Italia, realizzata da Makongo Films, Unité, Kiripi Films e Karta Film. Le vendite internazionali sono affidate a The Party Film Sales.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 15/05/2026: Cannes 2026 - Congo Boy

7 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Rafiki Fariala, Bradley Fiomona Dembeasset, Christy Djomanda Louba, Pétruche Mbomba, Rosiana Kotozia
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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