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CANNES 2026 Concorso

Recensione: L'Inconnue

di 

- CANNES 2026: Arthur Harari apre un portale verso l'impossibile e ci regala un'opera straordinaria e criptica sull'identità umana sotto la veste inquietante e disturbante del cinema fantastico

Recensione: L'Inconnue
Léa Seydoux in L'Inconnue

"Non so cosa vi sia successo, cosa mi sia successo", "che sta succedendo?", "mi riconosci?", "dove siamo?", "dov’è?". Benvenuti nel mondo interiore, pieno di enigmi e segreti, di L'Inconnue di Arthur Harari, un film affascinante, appassionante e stordente fino al disagio, svelato in concorso al 79mo Festival di Cannes. Sconvolgendo i confini della percezione del corpo e della mente, il cineasta francese (premiato con l’Oscar per la sceneggiatura di Anatomia di una caduta) si avventura audacemente dall’altra parte del ponte, nel territorio in apparenza rigidamente codificato del film di genere e d’indagine attorno a un evento del tutto inspiegabile, opprimente, da incubo, che rimette radicalmente in discussione l’esistenza stessa dei suoi protagonisti, intrappolati in un’altra dimensione. Ma in realtà, in profondità e nei riflessi degli specchi, tesse un tessuto immensamente sofisticato sulla condizione umana, la vita e la morte, il tempo, la memoria, lasciando porte e finestre aperte a tutte le interpretazioni. 

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"Ti farà bene. La vuoi o non la vuoi?". Trascinato da amici in una festa frenetica e carnevalesca, il solitario fotografo David (Niels Schneider) sceglie di ingoiare una pastiglietta prima di lasciarsi catturare, più tardi, dallo sguardo di una donna (Léa Seydoux) che lui segue nel seminterrato, dove lei lo assale sessualmente con intensità e senza dire una parola. Quando David riprende conoscenza, barcollando per l’ebbrezza, e lo mettono su un taxi, scorge fugacemente nello specchietto retrovisore il volto della sconosciuta e, al risveglio, al mattino, constata, più che scioccato, l’evidenza: ora ha il corpo di quella donna. Una sconosciuta che, tuttavia, non lo è, poiché lui l’aveva già notata (e fotografata) come cameriera durante una festa per le nozze d’oro in cui era incaricato di realizzare dei ritratti. Sconvolto, David tenta di ritrovarla (e dunque di ritrovare se stesso), e un bigliettino ellittico in una tasca bucata dell’impermeabile della donna lo mette su una pista. A poco a poco, scopre presto la sua identità corporea: Eva. E il giorno seguente riesce finalmente a rimettere le mani sul proprio corpo. Ma, seconda sorpresa, quest’ultimo non è più abitato da Eva, bensì da Malia (Lilith Grasmug), una ragazza che ha subito la stessa disavventura di David. Insieme uniscono le forze, smarrite se non disperate, per dipanare questa vicenda più che strana, che ha conseguenze gigantesche sulle loro vite…

Padroneggiando alla perfezione il primo livello dell’indagine attraverso un sistema a matrioska di indizi (domande con foto a supporto, un volto su un volantino, titoli di un film, secondo appartamento, passaporto, sosia senzatetto, sneakers blu, localizzazione telefonica, appello a testimoni, antefatto, ecc.) e di colpi di scena, il film gioca anche su un’atmosfera di angoscia depressiva pregnante (narrativa, visiva e musicale), in un realismo venato di disorientamento kafkiano. Distillando un numero infinito di piccoli dettagli suggestivi iniettati organicamente nella trama, Arthur Harari cesella meticolosamente i livelli più occulti del suo messaggio, moltiplicando le piste (metempsicosi, droga DMT con esperienza di morte immediata, predazione, setaccio del karma psicoanalitico, immersione immaginaria alla Alice nel paese delle meraviglie, schizofrenia, ma soprattutto il tema del suicidio evocato in più discrete occasioni – cfr Robert Salengro) e, sottotraccia, condivide le sue riflessioni esistenzialiste e metafisiche sulla natura dell’esperienza umana, per un film genialmente audace e di immensa ricchezza, la cui confezione sicuramente sconcerterà più di uno spettatore.

L’Inconnue è prodotto dalle società francesi bathysphère Productions e To Be Continued Productions, e coprodotto da Pathé Films (Francia), France 2 Cinéma, Logical Content Ventures (Francia), Ascent Film (Italia), Rai Cinema (Italia) e 2632-7197 Quebec (Canada). Pathé gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)


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© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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