CANNES 2026 Quinzaine des Réalisateurs
Recensione: La libertad doble
di David Katz
- CANNES 2026: Lisandro Alonso segna un gradito ritorno ai territori del suo film seminale La libertad, seguendo la vita dello stesso boscaiolo delle Pampas 25 anni dopo

Il regista argentino Lisandro Alonso torna alle origini della sua carriera – e, di conseguenza, alla fonte del cosiddetto movimento dello “slow cinema” – con La libertad doble, un tardivo sequel di La libertad del 2001. A 25 anni di distanza, ritroviamo anzitutto Misael (Misael Saavedra, in una versione liberamente ispirata a se stesso) che vive esattamente come lo avevamo lasciato, conducendo una vita spartana fatta di lavoro manuale: abbatte alberi, lavora il legno e coltiva un blando senso di comunità con i commercianti a cui rifornisce la merce. Eppure, come scopriamo presto, questo è un film molto diverso dal suo predecessore, poiché Misael deve far fronte a un’emergenza che riguarda la sorella gravemente malata di mente (l’eminente attrice cilena Catalina Saavedra, nessuna parentela). Alonso non si limita a richiamare il suo lavoro precedente: incorpora lezioni e aspetti tratti da tutti i suoi lungometraggi fino ad oggi, dando vita a qualcosa di caratteristicamente perturbante e potente, presentato in anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes.
Come in Liberté di Albert Serra – un film diversissimo, ma pur sempre opera di uno spirito artistico affine – Alonso ci invita a contemplare cosa significhi davvero quel termine e a vedere come possa incarnarsi sullo schermo. È una domanda apparentemente semplice; l'isolamento assoluto di Misael nella Pampa e la sua autosufficienza potrebbero essere miopi, o utopiche, poiché è lui a dettare il ritmo della propria vita e ad assumersi la piena responsabilità della propria indipendenza economica. E il concetto è autoreferenziale: anche Alonso è libero dai dettami del proprio mezzo espressivo, in grado di osservare la meticolosa maestria di Misael in un modo che è al tempo stesso sorprendentemente semplice e visivamente affascinante.
Più tardi, in film come Los muertos e Liverpool, Alonso ha saputo catturare in maniera ipnotica un senso del movimento più dinamico, legando il tempo cinematografico al movimento reale dei suoi personaggi. Invece, La libertad doble procede verso un confronto con la responsabilità: Micaela sta per essere dimessa da un vicino manicomio (aveva la tendenza a ubriacarsi e a fuggire temporaneamente), perché l’istituzione è colpita dall’austerità statale (un chiaro rimando all’era Milei nel Paese), e ora i parenti più prossimi devono farsi carico dell’assistenza a domicilio, sebbene i suoi farmaci antipsicotici continuino a essere forniti dal servizio pubblico. Così, Misael e Micaela, disorientata ma sempre vigile, devono imparare a convivere, e il film di Alonso diventa quindi un esperimento sulla compatibilità dei loro reciproci sensi di libertà e, prevedibilmente, una cruda ammissione che probabilmente non lo sono.
Micaela sembra continuamente stimolata dall’ambiente che la circonda, in particolare dagli uccelli e dalla consistenza dei rami che stringe, come se racchiudessero un significato spirituale latente. Per contro, la “libertà” di Misael è stata anche un alibi per non prendersi cura degli altri, per restare apatico di fronte ai bisogni più complessi delle persone. L’atmosfera sembra insieme prelapsaria e post-apocalittica, con una palpabile distanza dalla vita e dalla socialità che la maggior parte di noi conosce; i molti animali che osserviamo, il più memorabile un agnellino nero dall’aria malinconica smarrito dal suo gregge, paiono assai più in armonia con l’ambiente piatto e costellato di rocce. Nei primi anni del millennio, La libertad e Los muertos furono percepiti da alcuni come una vera e propria sfida cinematografica; La libertad doble non potrà mai apparire così radicalmente estraneo, ma la sua eloquenza, la sua pazienza e la sua ampiezza di sguardo impongono umiltà, se paragonate a molti film d’autore contemporanei.
La libertad doble è una coproduzione che coinvolge Cile, Argentina, Lussemburgo, Germania, Regno Unito, Uruguay e Stati Uniti, messa in piedi da Planta, Deptford Film e 4L. Altri coproduttori sono Les Films Fauves, The Match Factory Productions, Cimarrón, Pulpa Film e Carte Blanche. Le vendite internazionali sono curate da Luxbox.
(Tradotto dall'inglese)
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