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CANNES 2026 Un Certain Regard

Recensione: Mémoire de fille

di 

- CANNES 2026: Judith Godrèche offre un adattamento sincero e coinvolgente del libro di Annie Ernaux, dando vita, attraverso i suoi occhi, alla ragazza del 1958

Recensione: Mémoire de fille
Tess Barthelemy in Mémoire de fille

Dopo Toutes les filles pleurent (2010), la serie autofiction Icon of French Cinema (2023) e il cortometraggio Moi Aussi (Me Too) (2024), Judith Godrèche torna con Mémoire de fille, presentato nella sezione Un Certain Regard del 79mo Festival di Cannes. Dire che la curiosità fosse altissima è riduttivo, visto l'incontro cinematografico tra la regista, che si è affermata come una delle voci più autorevoli nella denuncia della violenza sessuale sui minori ed è anche un volto di un discorso femminista decisamente impegnato, e l'opera della Premio Nobel Annie Ernaux.

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Mémoire de fille torna su un anno cruciale della vita di Annie (Tess Barthelemy), giovane di 17 anni (e mezzo, precisa instancabilmente), impaziente di lasciare il nido familiare ma anche di emanciparsi dalla propria condizione modesta per iniziare finalmente la sua vera vita, quella a cui sa di essere destinata, diventando animatrice in una colonia estiva, promessa di incontri tanto amicali quanto amorosi. Ma il desiderio di Annie, la sua sete di emancipazione, vengono travolti da un primo atto sessuale brutale, in cui il suo consenso viene coscienziosamente ignorato. Ben decisa a vivere la vita che si è sognata, si sforza di far coincidere la realtà, brutale, fatta di violenze sessuali e di umiliazioni psicologiche e fisiche, con un racconto idealizzato nato nella negazione. Mentre la sua testa si ostina a credersi padrona della situazione, il suo corpo incarna la scomparsa, la cancellazione di Annie in favore di un ruolo sociale prestabilito. Da un'estate all'altra, la ragazza che diventa donna perde tanti sogni quante illusioni, lottando con armi certamente non pari contro la violenza degli uomini, ma anche contro il disprezzo di classe e quello che oggi chiamiamo slut-shaming (ovvero la stigmatizzazione delle donne che desiderano), e dovrà trovare la forza interiore per operare una sorta di riavvio per non cedere a un destino già tracciato.

Con Mémoire de fille, pubblicato nel 2016, Annie Ernaux posava uno sguardo retrospettivo sulla giovane donna che era stata quasi 60 anni prima, rivisitando la sua esperienza per esplorarne le zone d'ombra. Accingendosi ad adattare questo racconto scritto in prima persona attraverso le epoche, Judith Godrèche offre, in eco al sentire della ragazza del 1958, il suo sguardo di regista e autrice del 2026. Si concentra nel raccontare i diversi episodi di quei mesi, nel seguire l'energia vitale della sua interprete (Tess Barthelemy, che è anche sua figlia), il modo in cui il suo corpo attraversa gli eventi, e come la sua vivacità, la sua voglia di vivere siano costantemente messe alla prova dall'ostilità verso le donne da parte del mondo che la circonda. Al cuore del suo vissuto, ma anche più in generale dell'opera di Ernaux, risiede questa sfida: come rimanere - o diventare - soggetto quando la violenza degli uomini fa di te un oggetto? Senza forse cogliere appieno la portata della lotta, l'Annie sullo schermo resiste all'oggettificazione, tentando di restare padrona della propria storia, anche a costo di rifiutarsi di vedere.

Tess Barthelemy incarna con convinzione questa resistenza talvolta brutale, questa caparbietà che permette di superare le cose. Judith Godrèche, dal canto suo, mette in scena ciò che il suo personaggio non verbalizza, la dissociazione soprattutto quando ciò che subisce il suo corpo rientra nell'aggressione senza che lei abbia gli strumenti per rendersene conto. Difficile far percepire sullo schermo la profondità di un resoconto retrospettivo, far coesistere la ragazza del 1958 e quella del 2016. La cineasta sceglie, scelta meno audace rispetto al resto del suo approccio, di farlo letteralmente, introducendo e chiudendo il suo racconto con la scrittrice di oggi, incorniciando così la cronaca di un'iniziazione, quell'anno di desideri calpestati e di sete d'esistenza la cui vivacità costituisce senza dubbio la forza del film. 

Mémoire de fille è prodotto dalle società francesi Windy Production e Moana Films, in coproduzione con France 2 Cinéma e Umedia (Belgio). Le vendite internazionali sono affidate a Paradise City Sales.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 16/05/2026: Cannes 2026 - A Girl’s Story

14 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Judith Godrèche, Tess Barthélémy, Valérie Dréville
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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