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CANNES 2026 Concorso

Recensione: Garance

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- CANNES 2026: La fantastica interpretazione di Adèle Exarchopoulos infonde al rigoroso studio di Jeanne Herry sulla dipendenza da alcol un profondo senso di umanità

Recensione: Garance
Adèle Exarchopoulos in Garance

"Non è poi così male porsi ogni tanto questa domanda: ho voglia di vivere?". Alla sua prima volta in concorso al Festival di Cannes, Jeanne Herry non si è discostata dalla linea del suo cinema, che nella finzione scruta con esattezza e in tutte le loro dimensioni umane temi sociali struggenti (la nascita in anonimato e l’adozione in Pupille, la giustizia riparativa in Je verrai toujours vos visages). Ma, a differenza di questi due precedenti, la regista ha deciso stavolta di non intessere la sua riflessione nel cuore di un film corale, bensì di incarnarla in tutta la sua complessità ("tutto ciò che lei vive e sente") attraverso un unico personaggio. Scelta felice, perché in Garance, Adèle Exarchopoulos offre una performance eccezionale, dando un volto profondamente empatico al percorso di una giovane donna precipitata in una delle dipendenze più subdole che ci siano, per via della sua dimensione sociale e festiva: l’alcolismo.

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"Abbiamo bisogno di prendere le distanze da te". Per la trentenne e simpaticissima Garance, le porte della sua vita da attrice in difficoltà si stanno gradualmente chiudendo, relegata a ruoli secondari dietro le quinte del teatro o a spettacoli per bambini. Un percorso in cui ha l’impressione di non avere scelta e di subire gli eventi: i casting che non rispondono e una precarietà economica che rende fragile il suo quotidiano (estenuanti e ripetitivi viaggi in treno, coabitazione, delusione amorosa). Ma, da brava soldatina, continua ad andare avanti, senza rendersi conto che si sta aprendo un baratro sotto i suoi piedi, alimentato dalla paura dell’isolamento, del vuoto, del naufragio dei suoi sogni. Così si butta nelle feste e beve sempre di più, snobbando gli avvertimenti ("è una stampella la sera e un pugno in testa la mattina dopo") e rifugiandosi nella negazione ("Non è un tribunale, ma non vogliamo più vederti così, devi farti aiutare, non vogliamo più guardarti sprofondare… Il tuo problema con l’alcol – Ma di cosa vi impicciate? Quale problema?". Con la sola luce dell'amore che condivide con la scenografa Pauline (Sara Giraudeau), Garance dovrà comunque togliersi la maschera delle sue ansie annegate nel vino bianco, perché tutto sta andando di male in peggio... Ma può, e vuole, cambiare? Non è già troppo tardi?

Tracciando con dinamismo questo toccante ritratto ("hai capito chi sono?") nell’arco di otto anni, Jeanne Herry (che ha scritto la sceneggiatura) introduce in modo metodico, fase dopo fase, ma con grande naturalezza (grazie alla sua interprete principale), il tema della dipendenza. Chiusura psicologica, dubbi, vulnerabilità, destabilizzazione, angosce: la profondità del danno viene abilmente rivelata a strati successivi man mano che la trama si sviluppa, e la durezza della materia trattata è parzialmente attenuata dagli intermezzi emotivi e dallo spirito focoso (e spesso umoristico) del personaggio di Garance. Un attenuamento (molto relativo, perché "postumi da sbronza infernali", notti barcollanti, memoria in poltiglia e disavventure professionali non mancano) che permette di offrire un ritratto penetrante, clinico e istruttivo, incanalando gli elementi melodrammatici nel modo giusto. Questo approccio attentamente controllato alla definizione dell'identità e delle scelte che la plasmano assume un certo grado di artificialità (un uso marcato della musica per sottolineare il discorso, un versante familiare del racconto che aggiunge dramma al dramma, il cammino di redenzione lastricato di difficoltà), ma sa soprattutto sfruttare al meglio la freschezza e il talento di Adèle Exarchopoulos per portare a compimento la sua missione cinematografica umanista.

Garance è prodotto da Chi-Fou-Mi Productions e Trésor Films, e coprodotto da France 3 Cinéma, dalla società belga Artémis Productions e da StudioCanal, che cura le vendite internazionali.


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(Tradotto dal francese)


Photogallery 17/05/2026: Cannes 2026 - Another Day

26 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Jeanne Herry, Adèle Exarchopoulos, Sara Giraudeau
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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