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CANNES 2026 Proiezioni speciali

Recensione: Spring

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- CANNES 2026: Il film di Rostislav Kirpičenko è una rappresentazione estremamente cruda della guerra in Ucraina, e segue un prete che restituisce segretamente i corpi dei civili alle famiglie

Recensione: Spring
Kestutis Cicenas in Spring

Presentato nella sezione Proiezioni speciali della 79ma edizione del Festival di Cannes, l’esordio nel lungometraggio di Rostislav Kirpičenko, Spring, sulla guerra in corso in Ucraina, è un film difficile da guardare. Ambientato in una cittadina dell’Ucraina sud-orientale sotto occupazione russa, con 40.000 abitanti, il film segue Andriy (Kęstutis Cicėnas), un prete ucraino di 35 anni che vede la sua chiesa trasformata in obitorio. È costretto a vigilare sui corpi dei civili ucraini finché le forze russe non li raccolgono, ogni tre settimane, per seppellirli in fosse comuni. Per diversi mesi il sacerdote resiste, restituendo di nascosto i corpi alle famiglie affinché possano dar loro una sepoltura dignitosa. Ma con l’avvicinarsi dell’inverno, il terreno diventa troppo gelato per seppellire i morti e i russi iniziano a insistere.

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Girato con rigorosa precisione e caratterizzato dalla fotografia potente di Vilius Mačiulskis, Spring vede nel cast anche Daumantas Ciunis, Viačeslav Lukjanov e Anastasiia Pustovit. Il film presenta infatti un ensemble di attori lituani – così come una troupe prevalentemente lituana – con l’eccezione di Pustovit, che è ucraina. Se da un lato il cast lituano incide leggermente sull’autenticità dei dialoghi in ucraino, dall’altro crea una distanza emotiva deliberata che risulta avvincente. Lo stesso Kirpičenko è nato in Lituania, è cresciuto in Ucraina e in seguito si è trasferito a Parigi per studiare letteratura e regia cinematografica.

La trama riecheggia la disobbedienza del personaggio mitologico greco Antigone, protagonista della tragedia di Sofocle, che segue i suoi tentativi di seppellire il fratello Polinice, sfidando il decreto dello zio Creonte e ponendo il legame con il fratello al di sopra della legge degli uomini. In modo analogo, Andriy cerca di preservare la dignità di coloro le cui vite sono state distrutte dalla guerra, consentendo loro, anche nella morte, un ultimo momento con i propri cari. Anche quando la vita è stata strappata via, resta qualcosa di profondamente umano nel permettere a chi resta di elaborare il lutto. È proprio questa umanità che il giovane prete si batte per proteggere, a rischio della propria vita.

Il titolo originale del film, Vesna – che significa “primavera” – rimanda anche all’antica dea slava della primavera. In questo senso, il film di Kirpičenko sembra cercare un legame con le forze della natura, qui presentate come l’unico potere davvero al di sopra di tutti. Il clima freddo, nevoso e ostile diventa la sfida ultima dei protagonisti.

Il film è straziante, soprattutto nel ritratto dell’undicenne Makarov, un bambino inevitabilmente trascinato negli orrori della guerra e centrale nella devastante scena finale del film. Sebbene Spring possa a tratti risultare lento e un po’ trattenuto nella costruzione della tensione, la sua crudezza e il suo realismo brutale arrivano come un pugno allo stomaco, ricordandoci che i civili – e soprattutto i bambini – sono le vittime finali della guerra.

Spring è una coproduzione tra Lituania, Francia ed Estonia, prodotta da Film Jam con Matka Films e Esse House. The Bureau Sales cura le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 18/05/2026: Cannes 2026 - Spring

7 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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