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CANNES 2026 Concorso

Recensione: Histoires de la nuit

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- CANNES 2026: Léa Mysius dirige un thriller incisivo, crudo e teso, una storia oscura e contemporanea ambientata quasi interamente in una stanza, che parla di famiglia e del ritorno oscuro del passato

Recensione: Histoires de la nuit
Bastien Bouillon, Hafsia Herzi e Twaba El Gharchy in Histoires de la nuit

"I vostri vicini forse non vi hanno detto tutto". È nel cuore di una sorta di minaccioso acquario, dove i predatori irrompono all'improvviso rivelando segreti a lungo sepolti, che Léa Mysius ha scelto di ambientare il suo nuovo lungometraggio, Histoires de la nuit, con un'intensità ovattata concentrata nel tempo. Il film è un adattamento di un romanzo di Laurent Mauvignier ed è stato presentato in concorso al 79mo Festival di Cannes.

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Ambientando la storia in una fattoria della provincia francese, uno spazio liminale dove il senso di inquietudine sale gradualmente intorno a nove personaggi (sette principali e due secondari) riuniti dalle circostanze, la regista offre un'esperienza cinematografica di grande impatto, una ricostruzione in tempo reale di un enigma legato al passato travagliato di alcuni dei protagonisti, un mini-trattato incisivo sulla scienza della vita in un mondo crepuscolare.

"In natura, il colore non esiste più della linea: ci sono solo il sole e le ombre". Le Pitture nere di Goya sono una fonte d’ispirazione per Cristina (Monica Bellucci), che vive sola di rendita (non vende un quadro da tempo) in una vasta casa contigua a quella di una piccola famiglia composta dal contadino sovraindebitato Thomas (Bastien Bouillon), da sua moglie Nora (Hafsia Herzi), che si sfianca lavorando in città in uno studio di urbanistica, e dalla loro figlia Ida (Twaba El Gharchy), di 10 anni. Ma tre fratelli, evidentemente dei malviventi nonostante la melliflua gentilezza del maggiore, fanno presto irruzione, attirati da un video TikTok di Ida: Franck (Benoît Magimel), Flo (Paul Hamy) e Bègue (Alane Delhaye). Dopo aver ucciso il cane di Christina, ora attendono il ritorno di Nora, che, quando finalmente arriva al calar della notte, viene accolta da sconosciuti con parole cariche di conseguenze: "Non ci baci? Buon compleanno, Leila"…

Quando i "revenant" ritrovano un fantasma, è il momento dei regolamenti di conti e dell’emersione di verità dolorose. Con consumata maestria nel creare suspense, Léa Mysius mette in scena un History of Violence in salsa rurale francese, esplorando meticolosamente tutti gli aspetti e le possibili connessioni della dualità (due case, due famiglie, due vite, due amori, libertà/sopravvivenza e reclusione, presente e passato, classi sociali diverse, sentimenti contraddittori, ecc.) e un’atmosfera di fine di un'era (inquinamento chimico delle acque, un’Europa che "non si è presa cura di tutti"). Moltiplicando gli sguardi (tutti si osservano), costruisce un quadro violentemente malinconico in cui ognuno ha le sue ragioni ("mi hai spezzato il cuore"), intriso di sonniferi e alcol, ravvivato da una punta di humour nero, e sostenuto da un eccellente gruppo di interpreti (Benoît Magimel in testa con i suoi inquietanti "non aver paura"). La regista di Histoires de la nuit dimostra una visione cristallina, mantenendo sempre un forte controllo narrativo, conferendo a ogni personaggio un’identità piuttosto approfondita e preservando con cura la coerenza (anche visiva e musicale, grazie a Paul Guilhaume e Florencia Di Concilio) in un film che infonde nuova linfa al genere. Non è un'opera rivoluzionaria, ma lascia un segno indelebile grazie alla sua intensa intensità personale.

Histoires de la nuit è prodotto da F Comme Film e coprodotto da France 3 Cinéma, Division e dalla società belga Beside Productions. mk2 Films cura le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 22/05/2026: Cannes 2026 - The Birthday Party

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Léa Mysius, Bastien Bouillon, Hafsia Herzi, Benoît Magimel, Monica Bellucci
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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