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CANNES 2026 Fuori concorso

Recensione: L’Objet du délit

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- CANNES 2026: Agnès Jaoui immerge la preparazione di un'opera nel tumulto degli interrogativi che hanno travolto la società a partire dal movimento #metoo

Recensione: L’Objet du délit
Eye Haïdara e Agnès Jaoui in L’Objet du délit

L’attrice e regista francese Agnès Jaoui ha presentato fuori concorso al 79mo Festival di Cannes il suo nuovo lungometraggio, L’Objet du délit, in cui immagina la produzione di un’opera teatrale sconvolta dalle diverse sensibilità dei suoi artisti e tecnici, che si cristallizzano attorno a un incidente tra il maestro e la giovane protagonista. Si tratta del sesto lungometraggio scritto e diretto da Agnès Jaoui, che nel 2001 aveva vinto i César per il miglior film e la migliore sceneggiatura con Il gusto degli altri ma è il primo film che scrive senza Jean-Pierre Bacri, scomparso nel 2021. Per la sceneggiatura si è avvalsa della collaborazione di figure piuttosto diverse tra loro come Emmanuel Salinger, Noé Debré, Laurent Jaoui e Florence Seyvos.

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Tutto ha inizio con una scena di audizioni: si cercano i cantanti e le cantanti per un’ambiziosa nuova versione delle Nozze di Figaro. Mentre i candidati si susseguono sul palco, scopriamo poco a poco alcuni dei protagonisti che animeranno questo film corale. Il direttore d’orchestra di grande esperienza (Daniel Auteuil), un uomo ormai anziano al crepuscolo dalla sua «carriera» sentimentale; la giovane musa (Claire Chust), star dei social media catapultata nel ruolo di regista da un produttore che si sta lanciando nell’opera; la giovane prima donna dalla voce fragile (Tiphaine Daviot), figlia del mecenate; la cantante di colore dalla voce cristallina (Eye Haïdara), la cui scelta per interpretare un ruolo maschile stravolge gli equilibri. Mentre si avvicinano le prime prove, ognuno cerca di trovare il proprio posto. Mirabelle, la regista, scopre la natura ermetica di quell’ambiente, dove le sue velleità di decostruzione, in qualche modo convenzionali, vengono accolte con maggiore o minore benevolenza; il suo sguardo esterno funge in parte da guida per lo spettatore neofita in materia di opera. Hannah (Agnès Jaoui), cantante lirica di successo che interpreta ruoli secondari di prestigio, osserva con sguardo al tempo stesso interessato e divertito l’epoca che si scontra con tutta la sua forza con questo piccolo teatro delle passioni (e delle vanità) umane. Finché la compagnia non parte per il Sud, dove andrà in scena l’opera, per una sorta di ritiro all’aperto dove l’ardore per il lavoro e l’amore per l’opera finiranno per esacerbare le passioni di ciascuno.

Partendo da una trama tutto sommato classica, che consiste nelno svelare il dietro le quinte, con artisti e collaboratori al lavoro su un’opera in fase di creazione, Agnès Jaoui esplora cinquanta sfumature di reazioni di fronte a un’accusa di violenza sessuale. Ogni personaggio di questa narrazione corale rappresenta un punto di vista specifico sulla situazione in questione, e forse sul dibattito in generale che agita la società contemporanea: che fare della parola delle donne, o delle vittime, della presunzione di innocenza, dell’interpretazione dei gesti?

Si delinea un conflitto generazionale, baby boomer contro woke, ma non solo: si tratta anche di questioni etiche e morali, del rapporto con l’intransigenza, la tolleranza, l’empatia e la simpatia che alimentano (un po’) le azioni e (molto) le parole dei vari protagonisti. Un modo giocoso, se si accetta il carattere artificiale del dispositivo e il suo aspetto da catalogo, di affrontare argomenti che dividono, assumendo le figure stereotipate che compongono la distribuzione dei ruoli, di cui il cast sembra appropriarsi allegramente.

L’Objet du délit è prodotto da Les Films du Kiosque (Francia) in coproduzione con Versus Production (Belgio), StudioCanal e France 2 Cinéma. StudioCanal si occupa anche delle vendite all’estero.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 22/05/2026: Cannes 2026 - Crescendo

28 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Agnès Jaoui, Daniel Auteuil, Eye Haïdara, Claire Chust, Oussama Kheddam
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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