email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

CANNES 2026 Concorso

Recensione: The Dreamed Adventure

di 

- CANNES 2026: L'atteso ritorno della regista tedesca Valeska Grisebach è un noir realistico ambientato nella zona di confine tra Bulgaria e Turchia, interpretato da un solido cast di non professionisti

Recensione: The Dreamed Adventure
Denislava Yordanova (a sinistra) e Yana Radeva in The Dreamed Adventure

The Dreamed Adventure ci porta ai confini orientali dell'Europa, per così dire: una località all'estremità meridionale della Bulgaria, con Turchia e Grecia ai suoi lati, sconosciuta a molti anche a chi ha una conoscenza approfondita di questa parte del mondo. Ciò coincide con la prospettiva della sua regista tedesca, Valeska Grisebach, che con questo film e con il precedente acclamato Western considera il cinema un’occasione per esplorare e portare sullo schermo ciò che finora era rimasto inaccessibile: certe complesse interazioni tra persone e capitali, in luoghi remoti che tuttavia custodiscono un ricco patrimonio e, al contempo, un triste potenziale di sfruttamento. Più affascinante per lo sfondo che per la storia ingarbugliata raccontata in primo piano – incentrata su una donna matura di nome Veska (Yana Radeva, non professionista, come tutto il cast), arrivata per uno scavo archeologico medievale ma che porta alla luce segreti ben più pericolosi e contemporanei –, è stato il penultimo film a debuttare nel concorso di Cannes di quest’anno.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Western era il racconto di uno strano, ravvicinato incontro tra operai edili tedeschi impiegati in una zona simile della Bulgaria e le tensioni innescate con i locali; i rimandi all’omonimo genere statunitense erano sottili e suggeriti tanto dai paesaggi fotogenici quanto dai suoi temi. Grisebach forse sbaglia un po’ il tiro nel rendere The Dreamed Adventure così marcatamente un neo-noir alla luce del giorno e un dramma di malavita, eppure questi sforzi offrono alla sua densa narrazione una cornice familiare (e forse una che suonerebbe persino più organica agli stessi cineasti bulgari). In effetti, si esce dai suoi 167 minuti con un vivido ricordo dell’ambientazione, Svilengrad, e della sua gente generosa e resiliente, avvolta e al tempo stesso costretta a resistere all’economia criminale del traffico di frontiera e della prostituzione.

Il film inizia quando Veska incontra per caso Said (Syuleyman Letifov), un vecchio amico ed ex amante, e i due trovano il modo di aiutarsi a vicenda nelle rispettive attività locali: lei impegnata in uno scavo archeologico presso una vicina fortezza medievale, legato a una sua specializzazione accademica; lui in affari ben più oscuri e verosimilmente loschi, che includono l’acquisto di gasolio rubato, forse da utilizzare in una fabbrica che sovrintende. Said sembra avere pregressi e rancori con molti mafiosi della zona, tra cui un emergente noto come Il Corvo e il più affermato Illiya (Stoicho Kostadinov), la cui miscela di agio domestico e bassezze rimanda a un Tony Soprano bulgaro. Quando Said scompare senza spiegazioni, la lealtà di Veska nei suoi confronti la spinge a un’indagine a ritroso attraverso questa regione, dove è cresciuta e ha ricevuto una sorta di educazione morale, nella consapevolezza che ciò le permetterà di scoprire il destino di Said e forse se sia al sicuro, e di identificare con precisione le attività di Illiya. 

Un obiettivo primario, identificato da Grisebach, emerge con forza man mano che la trama si sviluppa: un male particolare che si annida nel cuore degli uomini, i quali in questa zona erano in prima linea nel mondo degli affari durante la transizione economica verso il capitalismo e che, al fallimento di questi, si sono dedicati alla criminalità organizzata, con orribili mire sulle donne del luogo. Veska incarna una resistenza a tutto ciò, permettendo al film di trasformarsi, nell'atto finale, in uno studio approfondito del suo personaggio. È una guida carismatica, che si "avventura" in questo territorio complesso per svelarne il vero funzionamento, anche se i tentativi di comunicarlo attraverso archetipi di genere risultano meno convincenti.

The Dreamed Adventure è una coproduzione tra Germania, Francia, Bulgaria e Austria, guidata da Komplizen Film. Tra i coproduttori figurano Kazak Productions, Miramar Film, Panama Film e New Matter Films. Le vendite internazionali sono affidate a The Match Factory.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 22/05/2026: Cannes 2026 - The Dreamed Adventure

19 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Valeska Grisebach, Jana Radewa, Syuleyman Alilov Letifov, Welko Frandew
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy