Milano Film Fest inaugura la sua seconda edizione
- Torna dal 4 al 9 giugno il festival, con la direzione artistica di Claudio Santamaria, con oltre 120 film e ospiti come Julian Schnabel, Valeria Golino, e Dario Argento

Milano Film Fest torna con la sua seconda edizione, in programma dal 4 al 9 giugno, mettendo in cartellone oltre 120 film, con due concorsi internazionali per lunghi e cortometraggi, anticipazioni delle prossime serie TV, numerosi ospiti, panel e talk dedicati all'industry. Ad aprire ufficialmente il programma sarà il film documentario Vittorio De Sica – La vita in scena di Francesco Zippel (distribuito in Italia da Fandango). Unico film italiano al 79mo Festival di Cannes (nella sezione Cannes Classics) il documentario ripercorre la vita, l’opera e l’eredità di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale attraverso materiali d’archivio inediti, le voci della famiglia De Sica e le testimonianze di artisti e cineasti internazionali come Wes Anderson (anche produttore esecutivo), Isabella Rossellini e Francis Ford Coppola.
Per il direttore artistico, l’attore Claudio Santamaria, “il festival non è solo un cartellone di anteprime, è un laboratorio vivo e il luogo di incontro di sguardi internazionali e tanti colleghi e autori della scena contemporanea italiana. È questo che un festival deve fare: accorciare le distanze, permettere al pubblico di guardare negli occhi i maestri e capire come nasce la magia. Abbiamo cercato un cinema coraggioso, che costringa a riflettere”. Tra gli ospiti più attesi spiccano il regista e artista Julian Schnabel, che presenterà il suo ultimo film In the Hand of Dante e terrà un incontro con il pubblico insieme a Valeria Golino, e il maestro dell'horror Dario Argento, che ha annunciato un nuovo thriller, ambientato a Parigi, protagonista Isabelle Huppert.
Sono 10 i lungometraggi internazionali in gara per il Miglior Film, che saranno valutati da una giuria presieduta da Valeria Bruni Tedeschi. Ci sarà To the Victory! di Valentin Vasyanovych, uno dei più importanti registi ucraini contemporanei, premiato a Toronto. Il portoghese Ivo M. Ferreira è presente con Projecto Global, che ha avuto l’anteprima mondiale all’IFFR, su un gruppo armato che vive in clandestinità nella Lisbona degli anni Ottanta. Dalla Germania Thanks For Nothing di Stella Marie Markert (selezionato allo SXSW) protagoniste quattro ragazze in bilico tra adolescenza ed età adulta, mentre dalla Francia Qui brille au combat, opera prima di Joséphine Japy con Mélanie Laurent, presentata come proiezione speciale a Cannes l’anno scorso e incentrata su una famiglia alle prese con una malattia difficile da accettare. Dal Paraguay arriva Narciso di Marcelo Martinessi, ambientato alla fine degli anni Cinquanta ai tempi della dittatura, premiato all’ultima Berlinale nella sezione Panorama. Politico anche il film taiwanese Before the Bright Day di Tsao Shih-han (sezione New Directors a San Sebastián) mentre l’esordio al lungometraggio della regista giordana Zain Duraie, Sink, è un dramma familiare con protagonista l’attrice Clara Khoury (La voce di Hind Rajab) presentato a Toronto, e nel tunisino Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (presentato a Sundance), l’amicizia tra due ragazzi sarà messa a dura prova da un viaggio. Gli Stati Uniti sono presenti con Fantasy Life di Matthew Shear e Keep Quiet di Vincent Grashaw.
Controcampo, la sezione fuori concorso, ospita 5 titoli. Due sono lungometraggi italiani di esordio: Spacetime Chronicles di Stefano Bertelli, in animazione stop-motion, che sarà anche l’unico italiano in concorso al prossimo festival di Annecy, e Tranquility Base di Lorenzo Pedrotti, con protagonista Fabrizio Ferracane che indaga su un rapimento alieno. La fantascienza è anche protagonista in Crocodile di Pietra Brettkelly e The Critics, una coproduzione tra Nuova Zelanda e Nigeria girato nell'arco di 13 anni in uno stile ibrido immersivo (il film ha tra i suoi produttori esecutivi Idris Elba). Infine, Redoubt di John Skoog, presentato nella sezione New Directors a San Sebastián, è un racconto svedese ambientato in piena Guerra Fredda, e chiude il cinese West Border di Yan Luo.
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