Recensione: Women of Sin
- Noufissa Charaï incentra il suo brillante e intimista documentario su Karima Nadir, una delle attiviste che in Marocco stanno dedicando la loro vita al riconoscimento dei diritti delle donne

Leila Ahmed, che stata la prima docente di Studi Femministi in ambito religioso a Harvard, ha sostenuto che la concezione etica dell’Islam, che veicola una visione egalitaria riguardo ai sessi, coesiste con una visione gerarchica del matrimonio e delle relazioni di genere, che fu codificata nel fqih. Questa visione, imbevuta di concezioni patriarcali, è prevalsa nei codici di famiglia di diversi paesi musulmani. Durante e dopo le cosiddette Primavere arabe, le norme sessuali e di genere sono state messe in discussione in modi nuovi. In Marocco, il dibattito sull’aborto, già avviato negli anni Novanta, ha subito un’accelerazione nel 2014-2015, così come le campagne contro la violenza sulle donne e per l’eguaglianza di genere, sono formalmente riconosciuta dalla Costituzione nel 2011. Women of Sin, il documentario della regista Noufissa Charaï che ha avuto la sua premiere mondiale al Doxumentale di Berlino, è incentrato su Karima Nadir, una delle attiviste che in Marocco stanno dedicando la loro vita al riconoscimento dei diritti delle donne nel codice di famiglia.
Il dibattito, ampiamente mostrato nel doc - ruota soprattutto attorno all’articolo 490 del codice penale, che ancora oggi continua a considerare reato i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, trasformando migliaia di donne in fuorilegge. E Karima Nadir stessa, 39 anni in quanto donna single con un figlio, è stigmatizzata e considerata “immorale”. Dopo aver studiato giornalismo e scienze politiche a Parigi e a San Diego, Noufissa Charaï è entrata a far parte di France 24, dove ha lavorato tra gli altri al programma quotidiano di punta Le débat, è stata corrispondente da Parigi per l’Huffington Post Maghreb e per L’Observateur du Maroc et d’Afrique. È logico che il suo approccio sia “d’inchiesta”, anche se il documentario riesce egregiamente a combinare la vita privata e quella pubblica di Karima, fino a renderle quasi indistinguibili, anche grazie al buon lavoro di montaggio di Benoît Sauvage.
Perché quello che fa Karima Nadir è di svegliarsi al mattino e prendersi cura dell’anziana madre e del figlio adolescente Hakim, con cui ha instaurato un rapporto dolcissimo e di scrupoloso insegnamento etico. La stessa cura continua nel corso della giornata negli incontri con donne che sono state stuprate a 13 anni e hanno dovuto subire l’umiliazione del carcere e della successiva emarginazione sociale, mentre i loro violentatori se la sono cavata con poco. Un impegno che continua poi nell’attività del suo collettivo, Kif Mama Kif Baba, nella lotta per i diritti delle donne in Marocco, che Karima ha fondato insieme all’avvocata Ghizlane Mamouni. Dalle manifestazioni di protesta nella piazza di Casablanca fino alle audizioni in Parlamento e presso la Commissione reale a Rabat nel novembre 2023 per l’attesa riforma del Codice di Famiglia, Noufissa Charaï ci mostra il percorso delle donne dell’associazione, che finiscono per ricoprire un ruolo primario nel dibattito in corso nel paese sull’uguaglianza genitoriale e i diritti delle madri single. Nel contempo osserviamo i momenti più intimi, le battute e le risate tra donne, le discussioni in famiglia, con punte di lirismo – sottolineato dalla suggestiva fotografia di Otmane Oulad Si Haida e Ayoub El Bardii - come il momento in cui Karima scrive una lettera indirizzata al figlio. “Non sono una madre perfetta. Col tempo capirai che il mio attivismo è un fardello, ma non sei obbligato a sostenere questa lotta, che io combatto anche per noi”.
Dopo la sollecitazione del re Mohammed VI per riforme urgenti del Codice della famiglia, a dicembre 2023 il governo marocchino ha svelato le linee guida della riforma. Le misure includono la custodia dei figli alla madre anche se si risposa, la tutela legale condivisa dai genitori, anche dopo il divorzio. Tuttavia è respinta la prova del DNA per stabilire la paternità così come è negata la parità nell’eredità. “La riforma è una vittoria che ci dà fiducia per il cambiamento. Ma la situazione delle madri single non è una priorità nell’agenda politica”, riflette con amarezza Karima. “Ma non mi fermo, la battaglia continua”.
Women of Sin è una coproduzione tra Francia e Marocco di Babel Doc e Hiya Production.
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