Recensione: Back and Forth
- Nel suo primo lungometraggio da regista, l'attore Cristian Bota esplora in modo avvincente i modelli comportamentali tossici ereditati

Meglio noto come attore, il rumeno Cristian Bota cambia rotta con Back and Forth, un road movie e dramma familiare che ha appena vinto il premio per il miglior lungometraggio d'esordio rumeno alla 25ma edizione del Festival internazionale del cinema di Transilvania (leggi la news). Forte delle efficaci interpretazioni di Bota, anche protagonista, e di Adrian Titieni, il film porta lo spettatore a riflettere sui comportamenti tossici che ereditiamo dai nostri genitori senza nemmeno accorgercene e, magari, a rimettere in discussione le proprie relazioni.
Bota, anche sceneggiatore, interpreta Cornel, un giovane attore e padre di due figli, frustrato perché la sua carriera non soddisfa le esigenze finanziarie della sua giovane famiglia, mentre la moglie casalinga (Dana Rogoz), insoddisfatta e stremata dal lavoro domestico, desidera semplicemente di più dalla loro relazione e dalla sua vita. Come soluzione quantomeno discutibile ai propri problemi, Cornel (con qualche secondo fine) accompagna il padre, Octavian (Titieni), in Austria per celebrare la Pasqua insieme al fratello di Cornel (Conrad Mericoffer). Fin dall’inizio ci rendiamo conto che tra padre e figlio c’è un rapporto teso, che il viaggio metterà ulteriormente alla prova.
Bota ha un’idea molto chiara di ciò che vuole dal suo esordio nel lungometraggio, e Back and Forth è piuttosto lineare sia nella regia sia nella narrazione. L’intento del regista è dichiarato fin dalle prime battute, dove cita Lev Tolstoj: “Tutte le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. E, in effetti, questa famiglia non è affatto felice, come scopriamo presto dal profondo risentimento che il figlio nutre nei confronti del padre…
La sceneggiatura è un tantino lineare e a tratti appare persino schematica, poiché ogni battuta e ogni evento sono pensati per svelare frammenti del passato dei protagonisti; ma Bota e Titieni risultano entrambi altrettanto convincenti nelle loro lunghe conversazioni, che in un attimo possono virare dalla schermaglia sarcastica agli insulti e alla rabbia furibonda. Bota infonde alla sua storia una certa dose di umorismo, poiché Cornel si diverte spesso a fare scherzi – per esempio dicendo al padre omofobo di essere bisessuale – ma lo spettatore non può fare a meno di provare compassione per questi personaggi che si sono feriti a vicenda più e più volte e sono intrappolati nello stesso schema di abuso, sfiducia e risentimento.
Assistendo all’animosità crescente sullo schermo, lo spettatore è spinto a rivalutare le proprie relazioni, o ciò che potremmo aver ereditato inconsapevolmente dai nostri genitori. Se la citazione di Tolstoj evita saggiamente di telegrafare la traiettoria del film, altre due citazioni finali (e piuttosto superflue) di James Baldwin e Gabor Maté incorniciano il calvario dei protagonisti, mostrando quanto sia difficile sfuggire ai cattivi esempi e ai modelli comportamentali tossici, il che fa venire in mente una frase del documentario, piuttosto deludente, di Tudor Platon An Almost Perfect Family: “Anche l’uomo più stupido può dare a qualcuno una buona lezione semplicemente essendo un cattivo esempio”. Ma cosa succede se qualcuno non vuole impararla, quella lezione?
Si dice “sei la compagnia che frequenti”, e potrebbe essere vero, dato che valori e visioni del mondo condivisi influenzano profondamente chi diventiamo; ma in questo caso “sei ciò che fai” descriverebbe meglio la condizione del giovane protagonista, che sembra determinato a ripetere gli errori del padre. Ingiusto, rozzo e incapace di riconoscere le proprie mancanze, Octavian diventa uno dei più memorabili cattivi recenti del cinema rumeno, e tuttavia Bota trova una certa compassione per il personaggio, suggerendo che riconoscere i propri difetti è il primo vero passo verso la guarigione.
Back and Forth è prodotto da Scharf Film Production (Romania). Il film uscirà in patria nella primavera del 2027.
(Tradotto dall'inglese)
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