email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

ANNECY 2026

Recensione: Rogue Trooper

di 

- L'adorabile esperimento di Duncan Jones, basato sull'omonimo fumetto di fantascienza, segue le vicende di un soldato geneticamente modificato in cerca di vendetta su un pianeta alieno

Recensione: Rogue Trooper

Rogue Trooper, l’ultimo lavoro di Duncan Jones, che firma regia, sceneggiatura (insieme a Gerry Finley-Day) e produzione, ha avuto la sua prima mondiale al Festival internazionale del cinema d'animazione di Annecy. Ispirato alla striscia creata da Dave Gibbons e pubblicata nel Regno Unito all’interno di 2000 AD, il film è un'opera di fantascienza con forti elementi comici e ironici

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il protagonista di questo racconto eccentrico è 19, un “Fante Genetico” (Aneurin Barnard) che scopre di essere l’unico sopravvissuto di una forza d’invasione sul pianeta alieno Nu Earth. Qui due eserciti implacabili si affrontano: i Norts e i Southers. Determinato a rintracciare il traditore che ha venduto lui e i suoi compagni, il supersoldato è accompagnato da tre membri della sua squadra caduti in azione. La parte più divertente è che le loro personalità sono state immagazzinate nel suo fucile, nel suo elmetto e nel suo zaino: sono, rispettivamente, Gunnar (Jack Lowden), Helm (Daryl McCormack) e Bagman (Reece Shearsmith).

Il film può contare su un incredibile ensemble di attori, con diversi interpreti provenienti dal mondo della comicità. Hayley Atwell interpreta la carismatica e potente Venus Bluegenes, mentre Diane Morgan presta la sua inconfondibile voce al colonnello Logan. Nel cast anche Sean Bean e Asa Butterfield, tra gli altri. In questo calderone si ascolta un’ampia gamma di accenti, e Jones gioca apertamente con gli stereotipi, divertendosi a sovvertirli e creando un melting pot che raramente risulta caricaturale. Detto ciò, qualcuno potrà trovarlo talvolta eccessivo, ma è così spassoso che è impossibile non volergli bene. Ciononostante, la verve britannica e alcune gag funzioneranno senz’altro meglio in patria, dove 2000 AD è già un fenomeno di culto. La colonna sonora condivide lo stesso spirito e si rivela una delle più belle ascoltate in un film di questo genere da tempo. È pura follia audace.

Il maggior pregio di Rogue Trooper è la capacità di costruire un mondo che mescola commedia, fantascienza e sottotesti politici in modo ben calibrato e, pur risultando talvolta diseguale, riesce comunque a essere unico. Il film è stato realizzato con un budget relativamente contenuto, cosa che di rado traspare e, quando accade, lo rende ancor più accattivante. Probabilmente conquisterà il cuore di una parte del pubblico, in particolare di chi potrebbe scoprire di amare un genere finora frequentato solo attraverso produzioni ad alto budget. Questo approccio, che non si prende troppo sul serio – pur prendendosi sul serio – porterà una ventata d’aria fresca.

Il montaggio di Barrett Heathcote plasma il racconto, che forse avrebbe giovato di un minutaggio più snello; ciononostante, quando il film finisce si prova un certo dispiacere. Una volta entrati nel mondo creato da Jones, con tutte le sue bizzarrie e spigolosità, quasi non si vorrebbe più uscirne. Con ogni probabilità, ciò lascerà spazio allo sviluppo di un certo fandom, che si spera non resti troppo sotterraneo e possa contribuire ad alimentare una nuova onda europea capace di competere con le grandi produzioni statunitensi. In una simile battaglia tra Davide e Golia, questo esperimento rappresenta un raggio di speranza.

Rogue Trooper è prodotto dalla britannica Liberty Films e da Rebellion. I diritti di vendita internazionali sono ancora disponibili.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy