Recensione: 9 Lunas
- Patricia Ortega abbraccia il genere feel-good movie queer con una storia che apre nuove strade alla diversità sessuale e ai possibili modelli di mascolinità, lontani dagli stereotipi

Nel 1994 una commedia statunitense, commerciale e sciocchina intitolata Junior riuscì, facendo leva su morbosità e curiosità, a ottenere grandi incassi al botteghino grazie al richiamo di vedere un macho alfa come il colosso austriaco Arnold Schwarzenegger sfoggiare un pancione. Ora un altro film affronta il tema di un uomo "incinto", ma da una prospettiva più moderna, sensibile e allegramente queer: 9 Lunas, l’ultimo lavoro della regista Patricia Ortega (Mamacruz), che ha partecipato al 29mo Festival di Malaga, fuori concorso, e che esce il 3 luglio in Spagna, distribuito da Caramel Films.
Il soggetto di questo film è opera della cineasta venezuelana, dello sceneggiatore José Ortuño e del produttore Olmo Figueredo González-Quevedo, e racconta la storia di Ángel, un giovane allenatore il cui mondo si ribalta quando inizia a vomitare, va in ospedale e riceve una notizia che lo lascia attonito: aspetta un bambino. È infatti un uomo in transizione e dovrà affrontare una decisione che metterà alla prova la sua identità, i suoi sogni e il suo modo di intendere la propria mascolinità.
Con questa idea, quantomeno sorprendente, Ortega (che ha affrontato l’intersessualità nel 2028 con Yo, imposible) innalza un inno all’abbattimento delle frontiere identitarie e a favore della pluralità nella sua massima espressione, lontana anni luce dai postulati più rigidi dell’eteropatriarcato. E lo fa amando follemente i suoi personaggi, ai quali rivolge la macchina da presa con la massima tenerezza, empatia e comprensione. Una comprensione che, nonostante i colpi di scena custoditi dalla sceneggiatura, raggiunge anche il suo protagonista, interpretato dall’attore trans Zach Gómez-Rolls.
E infatti la famiglia, con il suo supporto a prova di bomba, è il motore che fa avanzare un film che pecca di una confezione a tratti sgraziata, che lo imparenta con prodotti televisivi da fascia pomeridiana. Inoltre, 9 Lunas risulta più interessante per le idee che mette in campo – come quella secondo cui non esiste un unico modo di essere uomo – che per il suo sviluppo, un po’ precipitoso e confuso (la prima visita dal ginecologo interpretato da Fernando Guallar ne è un chiaro esempio).
Ciò non toglie valore a un film solare e felice che camuffa il suo attivismo a favore della diversità e dell’educazione dello sguardo altrui sotto vari strati di dolcezza, umorismo ed emozione, e al contempo rivendica con orgoglio la propria natura commerciale. Una natura che proverà, proprio in questo mese in cui si celebra l’orgoglio LGTBIQ+, ad attirare un pubblico ampio, complice anche un cast con volti familiari come quelli degli interpreti María León, Kiti Mánver o del grande Jorge Sanz, che con il suo ruolo di maschio d’altri tempi in via di decostruzione, in rotta verso la tolleranza, strappa al pubblico le risate più fragorose della proiezione.
9 Lunas è una produzione delle spagnole La Claqueta PC, La Cruda Realidad e Amania Films e della belga Menuetto. Le vendite internazionali sono affidate a Latido Films.
(Tradotto dallo spagnolo)
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