FILM / RECENSIONI Spagna / Uruguay
Recensione: Altas capacidades
- Víctor García León ride delle contraddizioni della genitorialità moderna, capace di calpestare i propri principi etici pur di scalare la gerarchia sociale

Presentata al 29mo Festival di Malaga, all'interno della Sezione Ufficiale in concorso, la commedia acida Altas capacidades, diretta da Víctor García León, arriva nelle sale spagnole questo venerdì 27 marzo grazie alla distribuzione di BTeam Pictures.
Con una sceneggiatura firmata dallo stesso García León insieme a Borja Cobeaga (responsabile di recenti produzioni di successo come le serie Su majestad e No me gusta conducir, tra le altre), presenta Alicia e Gonzalo, una coppia della classe media interpretata da Marian Álvarez e Israel Elejalde che, per un rocambolesco colpo del destino, si imbatte nell'opportunità di iscrivere il figlio in un richiestissimo collegio laico d'élite. Per i genitori significa mettere un piede nell'invidiata alta società, con gli innumerevoli vantaggi che immaginano ne derivino... ma insistono sul fatto che lo fanno per il bene e per il brillante futuro del loro unico figlio, Fer.
Un evento specifico innesca questo processo di cambiamento: quando l'insegnante di una scuola pubblica pronuncia la frase "E ora parliamo di Fer" rivolgendosi a questi genitori apparentemente responsabili, una frase che rimanda al titolo del film E ora parliamo di Kevin, brutale romanzo di Lionel Shriver portato sullo schermo da Lynne Ramsay. Anche qui, il ragazzo è tutt'altro che un modello di comportamento esemplare, un fatto facilmente dimenticato quando viene messo in secondo piano da qualcosa di ben più importante per i genitori: iscrivere il figlio alla scuola d'élite frequentata dalla figlia del capo di Gonzalo, interpretato con notevole ironia da Juan Diego Botto.
Con molto dell'umorismo ironico e sornione ereditato da Rafael Azcona, lo sceneggiatore riojano che, con la collaborazione del maestro Luis García Berlanga, mise a nudo a suon di risate la condizione miserabile della popolazione spagnola, il duo artistico formato da García León e Cobeaga mette sul tavolo conflitti e questioni che possono sembrare terrificanti per chi non ha figli, ma che risultano abituali e con cui si confrontano spesso coloro che hanno procreato.
Un mondo complesso e articolato – quello della scelta della scuola, delle associazioni genitori-insegnanti e dei loro gruppi WhatsApp, delle innumerevoli feste di compleanno dei bambini… – che qui arricchiscono e fanno progredire una trama dal ritmo irregolare, ma che mette a nudo il punto dolente di quegli stili genitoriali moderni in cui si ricerca una perfezione irraggiungibile.
E così, di fronte a tanta ipocrita brama di ascesa sociale (che, a forza di contraddizioni, annienta principi etici e morali), si tralascia il problema principale: che forse il piccolo Fer, per quanto la sibillina direttrice della nuova scuola (interpretata da Pilar Castro) assicuri il contrario, non possieda grandi capacità – quelle che ostenta allegramente durante le conversazioni ma che nascondono altri problemi più seri, problemi che pochi genitori si rifiutano di riconoscere. Pertanto, questo film, che strapperà un sorriso ironico ai genitori devoti e al contempo riaffermerà le scelte di chi non ha mai pensato di avere figli, si conclude in modo esilarante con una gag geniale.
Altas capacidades è una coproduzione ispano-uruguaiana di Buenapinta Media, Think Studio, Colosé Producciones, Sayaka Producciones e Altas Capacidades Película, A.I.E., in associazione con Cimarrón. Film Factory Entertainment si occupa delle sue vendite.
(Tradotto dal francese)
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