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KARLOVY VARY 2026 Concorso

Recensione: Chica Checa

di 

- Nella calda commedia drammatica intergenerazionale di Šimon Holý, l'identità drag nascosta di un figlio diventa il catalizzatore del tardivo risveglio e dell'accettazione di una madre vedova

Recensione: Chica Checa
Jan Cina in Chica Checa

Il giovane sceneggiatore e regista ceco Šimon Holý con Chica Checa, presentato in concorso per il Globo di Cristallo a Karlovy Vary, segna un notevole cambio di passo rispetto all’intimità a basso budget dei suoi lavori precedenti, verso una commedia drammatica intergenerazionale più calda e accessibile. Dopo la sua “trilogia delle donne”, Mirrors in the Dark, And Then There Was Love... e Hello, Welcome, Holý torna a interrogarsi sull’esperienza femminile, sui doveri familiari e sulla repressione emotiva, ma questa volta attraverso lo sguardo di una madre vedova nella tarda mezza età, il cui risveglio emotivo conferisce al film un registro più ampio e accessibile al grande pubblico.

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Zdena (Pavla Tomicová) è un’impiegata postale vedova in un piccolo villaggio ceco e divide le sue giornate tra il lavoro, le riparazioni di una casa di famiglia che cade a pezzi e le visite alla madre costretta a letto e in fin di vita (Věra Janků). Quando suo figlio, Lukáš (Jan Cina), che vive e lavora in Francia, torna a casa, viene a sapere che la nonna ha un ultimo desiderio: vedere un’ultima volta la cantante pop ceca Helena Vondráčková. Lukáš propone una soluzione improbabile: impersonerà lui stesso Vondráčková, attingendo al personaggio drag che ha tenuto nascosto sia alla madre che alla nonna. Per Zdena, il piano è accolto con incredulità, anche perché scopre solo ora che suo figlio in Francia si esibisce come la drag artist Chica Checa invece di lavorare in banca, come le era stato fatto credere.

Holý ha già esplorato le relazioni all’interno della propria generazione, spesso da una prospettiva femminile. And Then There Was Love... indagava inoltre la tensione intergenerazionale attraverso una dinamica madre-figlia, con Tomicová al centro, e alcune di quelle istanze riecheggiano anche qui. Eppure Chica Checa sposta il fuoco emotivo su un rapporto madre-figlio, utilizzando il ritorno di Lukáš non soltanto come racconto di coming out, ma come catalizzatore del risveglio di Zdena.

Pur abbracciando una modalità di racconto più mainstream, il film è ben lontano da una commedia scatenata. Il suo umorismo è lieve e situazionale, mentre la sua forza drammatica risiede nel graduale confronto di Zdena con il lutto, la routine e i pregiudizi inconfessati. Il film, in ultima analisi, parla meno dell’identità queer di Lukáš che della capacità di Zdena di accettare il figlio, ritrovando al contempo un senso di possibilità per se stessa. In questo senso, Chica Checa diventa tanto un malinconico coming-of-age tardivo quanto un racconto di riconciliazione familiare.

Holý evita il registro miserabilista spesso associato al dramma sociale rurale, preferendo un tono luminoso, estivo e umanista. L’ambientazione di villaggio non viene usata per esotizzare il personaggio drag di Lukáš né per trasformare l’identità queer in un problema sociale. Anche quando Lukáš sceglie di non nascondersi ai vicini e alle conoscenze di sua madre, il film mantiene il conflitto su un piano intimo piuttosto che comunitario. Questa misura è una delle sue forze: il dramma affonda le radici non nello scandalo pubblico, ma nel lavoro emotivo privato dell’accettazione.

Il film si apre con una festa di paese in cui Zdena appare visibilmente a disagio, scena poi controbilanciata dalla sua visita a un’esibizione drag di Lukáš. Quel movimento, dal disagio nel proprio mondo familiare all’apertura, seppur timida, verso un mondo sconosciuto, traccia con nettezza l’arco della protagonista di Holý. Sorretto dall’interpretazione sommessa ma espressiva di Tomicová, Chica Checa offre il toccante e fiducioso ritratto di una donna che impara a vedere di nuovo sia il figlio sia se stessa.

Chica Checa è prodotto da Silk Films in coproduzione con Arina, The French Connection e Czech Television. Pluto Film cura le vendite internazionali, mentre Falcon si occupa dell’uscita nazionale, prevista per il 20 agosto.

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(Tradotto dall'inglese)

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