A Venezia 21 titoli in corsa per il Leone d’Oro
- I grandi temi del mondo contemporaneo si riflettono nei film selezionati, con grandi ritorni, come quello di Nanni Moretti, Werner Herzog e Lee Chang-dong e nuovi talenti

AGGIORNAMENTO (24 agosto 2026): Il documentario Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor (due dei quattro co-registi del documentario vincitore dell’Oscar 2025 No Other Land) è stato aggiunto al concorso di Venezia. Il film è prodotto da The Guardian e da James Wilson (JW Films), e ha come produttore esecutivo Jonathan Glazer.
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“I film sono gli hashtag del mondo contemporaneo”, afferma Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, alla conferenza stampa di presentazione dell'83ma edizione (2-13 settembre). Dal ricco programma di quest'anno "emerge con forza l'idea del cinema come straordinario strumento di conoscenza del reale. Tutti i maggiori problemi del contemporaneo si riflettono nei film, che non si accontentano di essere semplice cronaca - compito che spetta alla televisione e ai media - ma si trasformano in storie e narrazioni elaborate attraverso il linguaggio più potente che esista: quello del cinema. Le guerre, il cambiamento climatico, le migrazioni, le fratture e i conflitti familiari, le speranze e i timori degli adolescenti, le tensioni sociali, il lascito delle vicende storiche: tutto questo trova spazio e forma nel cinema di oggi".
I film proposti alla Mostra non fanno che aumentare: “quest'anno siamo passati da 4.200 a 4.500 titoli, tra lungometraggi, documentari e cortometraggi". "Agli scettici basterebbe entrare in una sala dove in questi giorni si proietta Odissea di Christopher Nolan per rendersi conto che il cinema non è affatto moribondo: è un organismo vivo, capace di rigenerarsi continuamente e di produrre epifanie e miracoli della visione".
Come già annunciato, il festival si aprirà con la prima mondiale di Ink di Danny Boyle, che sarà anche in lizza per il Leone d’Oro (leggi la news). Nel Concorso Ufficiale, il nome che spicca su tutti è quello di Nanni Moretti, che torna a Venezia con Succederà questa notte, una raccolta di racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo con Louis Garrel e Jasmine Trinca, a 37 anni dalla clamorosa esclusione di Palombella Rossa (otto anni dopo il Leone d’Argento – Gran Premio della giuria per Sogni d’oro nel 1981). Moretti guida il contingente di italiani in corsa per il Leone d’Oro: si tratta di Ritorno a Buenos Aire di Marco Bechis (nella sezione Cinema del presente a Venezia con Figli - Hijos), Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis (il cui precedente film Comandante era stato selezionato come film di apertura del festival), The Echo Chamber di Andrea Pallaoro (a Orizzonti con Medeas e in concorso con Hannah e Monica), da una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, e L’estranea di Paolo Strippoli (fuori concorso l’anno scorso con La valle dei sorrisi), una saga familiare con Jasmine Trinca e Adriano Giannini.
L’attrice italiana Alba Rohrwacher è protagonista di un nuovo capitolo del cinema sul mondo del lavoro di Stéphane Brizé, alla Mostra per la quarta volta (dopo Una vita, Un altro mondo e Le occasioni dell’amore) con Un bon petit soldat. È la prima volta a Venezia invece per un altro regista francese in lizza, Nicolas Pariser (Alice e il sindaco, Il mistero del profumo verde) con Un peu avant minuit, con Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni e Golshifteh Farahani. Era a Venezia fuori concorso nel 2023 con Making of un altro francese, Cédric Kahn, che partecipa ora con 15/18. Anche Florian Zeller, Oscar per la sceneggiatura di The Father, e già in concorso a Venezia con The Son, torna con Bunker, un thriller psicologico coprodotto dalla Francia e la Spagna con Javier Bardem e Penélope Cruz.
Di produzione irlandese-statunitense l’attesissimo Bucking Fastard del maestro tedesco Werner Herzog sulle sorelle Chaplin, famose negli anni Ottanta, interpretate da Kate e Rooney Mara. Un altro film molto atteso è Wild Horse Nine del britannico Martin McDonagh, premiato a Venezia per le sceneggiature di Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell'isola. Dalla Danimarca arriva Woman Unknown dell’acclamata regista May el-Toukhy (Queen of Hearts, la serie The Crown). Chiude la lista europea Dau del russo Ilya Khrzhanovsky, un nuovo episodio del suo macro-progetto che ha già dato vita a diversi film, tra cui Dau: Natasha e Dau: Degeneration. Fa il suo esordio nel concorso ufficiale con A Bit of Light, una coproduzione con l’Europa del regista iraniano Ali Asgari, che l'anno scorso era in Orizzonti con Divine Comedy.
Dagli Stati Uniti Company di Casey Affleck, per la prima volta a Venezia, protagonisti Nick Nolte, Ben Mendelsohn e Scoot McNairy, e Primetime, il primo film di finzione di Lance Oppenheim, protagonista Robert Pattinson. Infine il grande ritorno di un habitué di Venezia, il giapponese Hirokazu Koreeda con Look Back, il suo secondo film dell’anno dopo Sheep in the Box presentato a Cannes, e il titolo Netflix Possible Love del coreano Lee Chang-Dong, che vinse il Leone d’Argento con Oasis nel 2002.
Tra i nomi più importanti della line-up Fiction della sezione Fuori Concorso, ora ribattezzata Venice Open, citiamo l’ungherese Kornél Mundruczó (selezionato in concorso con Pieces of a Woman, Coppa Volpi a Vanessa Kirby) che firma Place to Be, una produzione australiana con Taika Waititi, Pamela Anderson ed Ellen Burstyn; l’italiano Mario Martone (dopo le sue selezioni a Cannes con Nostalgia e Fuori) che torna con Scherzetto, lo statunitense Paul Schrader che torna con The Basics of Philosophy e il norvegese Halkawt Mustafa con No Paradise If You Are Killed by a Woman.
Nella sezione Venice Open – Non Fiction, attesi Oasis: Don't Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders, Imperium di Sergei Loznitsa, The Road to Jericho di Amos Gitai.
Infine, i titoli del Biennale College Cinema, e anche i titoli delle sezione Orizzonti e Venezia Spotlight (leggi la news), completano la selezione ufficiale del festival.
I film selezionati:
Concorso
Ink - Danny Boyle (Regno Unito, film di apertura)
Naza - Yuval Abraham, Rachel Szor (Regno Unito)
Company - Casey Affleck (Canada/Stati Uniti/Emirati Arabi Uniti)
A Bit of Light - Ali Asgari (Iran/Svizzera/Italia/Canada/Turchia)
Ritorno a Buenos Aires - Marco Bechis (Italia/Brasile)
Un bon petit soldat - Stéphane Brizé (Francia)
Il fuoco che ti porti dentro - Edoardo De Angelis (Italia)
Woman Unknown - May El-Toukhy (Danimarca/Svezia/Lettonia)
Bucking Fastard - Werner Herzog (Irlanda/Stati Uniti)
15/18 - Cédric Kahn (Francia)
Dau - Ilya Khrzhanovsky (Germania/Francia/Ucraina/Svezia)
Look Back - Hirokazu Koreeda (Giappone)
Possible Love - Lee Chang-dong (Corea del Sud)
Wild Horse Nine - Martin McDonagh (Regno Unito/USA/Cile)
Succederà questa notte - Nanni Moretti (Italia/Francia/Spagna)
Primetime - Lance Oppenheim (Stati Uniti)
The Echo Chamber - Andrea Pallaoro (Italia/Belgio)
Un peu avant minuit - Nicolas Pariser (Francia)
L'estranea - Paolo Strippoli (Italia/Francia/Belgio)
Mr. Nelson, Did You Kill People? - Shinya Tsukamoto (Giappone/USA/Thailandia/Vietnam)
Bunker - Florian Zeller (Francia/Spagna)
Venice Open - Fuori Concorso
Fiction
Dio ride - Giovanni Veronesi (Italia, film di chiusura)
Nessun dolore - Gianni Amelio (Italia)
Let Us Through, Dear Ancestors - Lav Diaz (Filippine)
Father Joe - Barthélémy Grossmann (Francia)
Scherzetto - Mario Martone (Italia)
Place to Be - Kornél Mundruczó (Australia)
No Paradise if You Are Killed by a Woman - Halkawt Mustafa (Norvegia/Iraq/Emirati Arabi Uniti/Svezia)
Arrested Memory - Sabu (Taipei/Giappone)
The Basics of Philosophy - Paul Schrader (Stati Uniti)
Un bon avocat - Tristan Séguéla (Francia)
Jupiter - Alexandre Smia (Francia)
Non Fiction
Be Brave - Francesco Carrozzini (Italia)
What Love Builds - Russell Crowe (Australia)
Burgundy - Michael Dweck, Gregory Kershaw (Francia)
Musk - Alex Gibney (Stati Uniti)
The Road to Jericho - Amos Gitai (Francia/Regno Unito/Israele)
Citizen Osama - Ahmed Hassouna (Francia/Palestina)
Union Town - Barbara Kopple (Stati Uniti)
Holy Wood Dust - Victor Kossakovsky (Italia/Spagna/Germania)
Letters from the Silenced Country - Andrei Kutsila (Polonia/Germania/Lituania)
Biografía de Jorge Luis Borges - Mariano Llinás (Argentina)
My Undesirable Friends: Part II - Exile - Julia Loktev (Stati Uniti)
Boatbuilders - Luke Lorentzen (Stati Uniti)
Imperium - Sergei Loznitsa (Germania/Italia/Francia/Lituania)
Shumei - The Living Legacy of Kabuki - Takashi Miike (Giappone)
Queer Edward II - Theo Rollason (Regno Unito)
Oasis: Don't Look Back in Anger - Dylan Southern, Will Lovelace (Regno Unito)
Dust - Tsai Ming-Liang (Taipei/Spagna)
Everest: The Other Side - Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin (Stati Uniti/Cina/Nepal)
From Inside Out - The Architecture of Peter Zumthor - Wim Wenders (Germania/Svizzera)
Film on Films
Juso per ferie - Karen Di Porto (Italia)
Nino - Un film su Nino Rota - Walter Fasano (Italia)
The Pervert's Guide to Utopias - Sophie Fiennes (Irlanda/Regno Unito/Slovenia/Paesi Bassi/Norvegia)
Joie de Vivre - Luca Guadagnino (Italia)
Twist and Shoot Mister Suzuki - Yves Montmayeur (Francia)
Intermission - Yonfan (Hong Kong SAR)
Cortometraggi
Flesh Impact - Maggie Gyllenhaal (Stati Uniti)
Wild Asparagus - Avi Mograbi (Portogallo/Francia)
They're Here - Laura Poitras, Rachel Mueller (Stati Uniti)
Series
Peccato - Valerio Vestoso (Italia)
Biennale College Cinema
Demetra in esilio – Maria Giovanna Cicciari (Italia)
Tijuana, todavía – Gabriel Gutierrez Morales (Messico)
Gu Shi – Amie Song (Stati Uniti/Hong Kong/Thailandia)
Moonfish – Daniel Zvereff (Stati Uniti)
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