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LOCARNO 2026 Concorso

Recensione: Brave New Love

di 

- La regista e sceneggiatrice svedese-danese Maria Bäck mette in scena, con un’audace e sana dose di ironia, le assurde regole che imprigionano molte coppie eterosessuali

Recensione: Brave New Love
Kathrine Thorborg Johansen in Brave New Love

La regista svedese-danese Maria Bäck presenta al Locarno Film Festival, in anteprima mondiale, nel Concorso Internazionale, il suo secondo lungometraggio di finzione, Brave New Love. Con un background pluridisciplinare che spazia dalla poesia alla danza, fino al giornalismo, alla fotografia e alla poesia, Bäck ha cominciato a farsi conoscere nel mondo del cinema grazie a due cortometraggi documentari, prima di girare il suo primo lungometraggio Psychosis in Stockholm, che parla di una relazione madre-figlia intensa e fusionale. Per il suo secondo lungometraggio di finzione, Bäck parla nuovamente di relazioni ma questa volta concentrandosi su una coppia. Con uno sguardo al contempo clinico e onirico, tagliente e ironico, la regista parla di una donna e di un uomo alle prese con una crisi esistenziale che cambierà per sempre la loro vita trasformando la calma routine famigliare in lotta per la sopravvivenza.

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L’ipnoterapeuta Kate, la protagonista del film (Kathrine Thorborg Johansen), vive felice con il marito, Orla (Simon Sears), e la figlia Athena, seppur nasconda un enorme segreto che non può condividere con nessuno. Da tre anni vive, infatti, una storia romantica (e pseudosessuale) con un altro uomo, Andreas (Anders Danielsen Lie). Dopo anni di sotterfugi, segreti e regole ferree per far credere a un’apparente inoffensività relazionale, questa doppia vita finisce a causa del trasferimento di Andreas in Grecia, la patria di sua madre. Costretta a confrontarsi con un segreto che la sta consumando nel profondo, vittima di giudizi sociali e autocensure, Kate si sente soffocare. Travolta da sensi di colpa, norme sociali asfissianti e desideri repressi, la protagonista del film lotta per capire cosa significhi davvero la parola “amore”. Chi l’accompagnerà e sosterrà se dovesse inciampare e perdere la strada?

Come affermato dalla regista stessa, il film vuole essere uno specchio che riflette la solitudine ma anche la determinazione di un essere improvvisamente ubriaco d’amore, un sentimento bruciante che consuma la protagonista senza però distruggerla, che la spinge a riflettere sulla vita che si è costruita, fatta di regole eteronormative inviolabili e di segreti inconfessabili. Persino quando Kate decide di parlare della sua vita segreta ad un gruppo di donne della chiesa che frequenta, le reazioni sono violente, come se avesse superato una linea simbolica che nessuno dovrebbe mai superare. Giudicata dalla società e successivamente dalla sua famiglia, Kate dovrà riconsiderare in modo radicale le sue priorità se non vuole essere annientata da un mondo conformista che la vuole redimere.

Con Brave New Love, Bäck riflette sulle aspettative e le regole legate alla famiglia eteronormativa e lo fa con una sana e necessaria dose di leggerezza e ironia. Non importa che la protagonista si sbagli, che le sue scelte incasinino sempre più la sua quotidianità, che sua figlia si rivolti contro di lei, quello che la rende forte è la sua inarrestabile sete di libertà, il fatto di scegliere, finalmente, quale strada percorrere, senza preoccuparsi del giudizio degli altri.

Malgrado la narrazione sia guidata dal punto di vista soggettivo di Kate, il film si riduce  esclusivamente ad un amore eterosessuale clandestino abbastanza classico che si risolve quasi per magia grazie alla gravidanza della protagonista. Un lieto fine forse troppo sbrigativo e normativo che toglie al film la sua complessità e limita il suo potenziale ribelle. Detto ciò, Brave New Love è comunque un film intrigante perché parla di desiderio e di libertà dal punto di vista di una protagonista che sembra improvvisamente svegliarsi dal torpore riconfortante ma soffocante che la cullava. Il film permette di sognare relazioni umane, famigliari e amorose diverse e questo già di per sé è un buon inizio. Al pubblico il compito di crearsi le proprie utopie antinormative.

Brave New Love è prodotto da Snowglobe (Danimarca) e venduto all’internazionale da Reinvent Yellow Sales ApS.

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