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PRODUZIONE / FINANZIAMENTI Argentina / Italia / Spagna

Concluse le riprese di No lo grites, esordio alla regia di Martín Jalfen e Miguel Usandivaras

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- Il film esplora l'omofobia nel calcio professionistico e ha come interpreti principali Vincenzo Nemolato, Carlos Bardem, Majo Cabrera, Max Suen e Maximiliano Martínez

Concluse le riprese di No lo grites, esordio alla regia di Martín Jalfen e Miguel Usandivaras
sx-dx: Gli attori Astor Daga, Cristobal Lopez Baena e Maximiliano Martínez sul set di No lo grites

Le riprese del lungometraggio di finzione No lo grites, opera prima di Martín Jalfen e Miguel Usandivaras, si sono concluse venerdì scorso dopo cinque settimane di lavorazione a Córdoba e Misiones, in Argentina. Il montaggio e la post-produzione si svolgeranno prossimamente in Spagna e Italia. Impostato come un coming of age intriso di realismo che esplora l'omofobia nel calcio professionistico, il film è interpretato da Vincenzo Nemolato (visto di recente in Duse), Carlos Bardem (che quest'anno in Papeles), Majo Cabrera (Una sola primavera, serie Nada), Max Suen (El placer es mío), Astor Daga (Paula), Cristóbal Lopez Baena (El verano más largo del mundo) e Maximiliano Martínez al suo primo lavoro come attore.

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La sceneggiatura, scritta da Matías Corbelle e Leandro Custo a partire da un'idea originale del primo, Edoardo Rossi e degli stessi registi, racconta la storia di Maxi (Maximiliano Martínez), una giovane promessa del calcio che vive nella foresta di Misiones (Argentina) e porta con sé un segreto: è innamorato del suo amico Julián. Con l'arrivo di un talent scout italiano (interpretato dall'attore napoletano Vincenzo Nemolato) e di un osservatore esperto (incarnato dallo spagnolo Carlos Bardem), Maxi si troverà diviso tra inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista o rimanere fedele a se stesso e alla propria identità. Una decisione che potrebbe cambiargli la vita per sempre.

I registi assicurano che “questo film nasce da una domanda, un'inquietudine che ci ha accompagnato per molto tempo: com'è possibile che non esistano calciatori professionisti in attività che abbiano dichiarato di essere omosessuali? Invece di provare a rispondere, abbiamo deciso di raccontare questa storia”.

“Il film si svolge a Misiones, un territorio in cui la natura impone il proprio ritmo. I fiumi, la terra rossa e la vegetazione sembrano esistere ai margini del mondo, come se conservassero uno stato di libertà sempre più difficile da trovare. In quel paesaggio incontriamo Maxi, un ragazzo che vive con la stessa naturalezza con cui un pesce abita l'acqua, finché l'irruzione del business del calcio comincia ad alterare quell'equilibrio”, continuano. “Il calcio appare non solo come una promessa di futuro, ma anche come una forza capace di plasmare identità, imporre silenzi e condizionare il modo in cui qualcuno può abitare il mondo”. 

No lo grites è una coproduzione di Alejandro Israel (della compagnia argentina Ajimolido Films), Albert Soler (della spagnola Mamma Team), Edoardo Rossi (dell'italiana OMDT) e Alessandro Borrelli (dell'italiana La Sarraz Pictures), insieme alle case di produzione Jaque Content e Monte Cine (entrambe argentine). Il film conta sul sostegno del INCAA, Ibermedia, del Polo Audiovisual de Córdoba e dell'IAAVIM, di Europa Creativa MEDIA, della Film Commission Torino Piemonte e del Ministero della Cultura italiano.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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