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LOCARNO 2026 Concorso

Recensione: I Rarely Wake Up Dreaming

di 

- L’ultimo lungometraggio di Isabelle Stever, scritto dall’ucraina Anna Melikova, è un inno alla libertà e all’anticonformismo in un mondo dominato dalla violenza e dall’ingiustizia

Recensione: I Rarely Wake Up Dreaming
Tania Myronyshena e Markus Bright in I Rarely Wake Up Dreaming

Quattro anni dopo aver collaborato sul sorprendente e seducente lungometraggio Grand Jeté, la regista tedesca Isabelle Stever e la scrittrice, sceneggiatrice e critica cinematografica ucraina Anna Melikova, si uniscono nuovamente per presentare nel Concorso internazionale del Locarno Film Festival, I Rarely Wake Up Dreaming, un film esteticamente potente, toccante e coraggioso che contrappone l’amore alla brutalità della guerra. Il film esplora con struggente poesia e terribile realismo il lento insinuarsi della guerra nel quotidiano di chi è costretto ad affrontarla in prima persona.

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La relazione amorosa tra Olya (intensa Tania Myronyshena) e Oleh (toccante Markus Bright), giovane coppia queer ucraina, è scombussolata non solo dalla transizione di genere di uno dei due partner ma anche dall’invasone russa. In lotta per salvare la loro coppia che fatica sempre più a comunicare, Olya e Oleh devono affrontare un secondo, terribile ostacolo, quello della guerra. Costretti a vivere in un momento sospeso fatto di violenza, incertezza e intolleranza viscerale verso tutto quello che è considerato come “diverso”, Olya e Oleh devono scontrarsi con le assurdità di un conflitto armato che li consuma dentro. In un contesto di guerra, la transizione di genere di Oleh sembra costretta a passare in secondo piano, come se fosse quasi un capriccio e non una necessità. Costretto a tornare, per poter sperare di fuggire con la sua compagna in Germania, nel paese dove è nato, un luogo marcato da una violenta transfobia, Oleh deve fare i conti con il proprio passato.

I Rarely Wake Up Dreaming è un film che parla dell’invasione russa in Ucraina ma lo fa attraverso gli occhi di una coppia queer che lotta per mantenere vivo il suo amore. La brutalità della guerra, che si insinua nella narrazione solo attraverso le voci radiofoniche o le terribili allusioni alle atrocità perpetrate dalla milizia russa (in primo luogo il presunto stupro della sorella di Olya, suggerito con grande rispetto attraverso la scena della doccia), è presente in modo sempre latente anche se terribilmente reale.

I Rarely Wake Up Dreaming esplora il lento insinuarsi della volenza nella mente di chi è costretto a viverla di persona, come un tornado che abbatte tutto sul suo cammino. La tenerezza iniziale, l’intimità di una camera da letto filmata in controluce per esempio, si contrappone, dopo l’invasione, con la paura e l’angoscia di due corpi avvinghiati su di un piccolo materasso, in un abbraccio che sembra diventare prigione. Il cinema diventa in questo senso gesto non solo estetico ma politico, arma con la quale ridare sostanza a corpi che sembrano evaporare.

Mettendo a confronto due profonde trasformazioni, quella di genere di Oleh e la guerra, il film riflette sul tema dell’identità in condizioni estreme. Piuttosto che accettare il fatto, che la transidentità sia vista dalla società come una malattia mentale, condizione necessaria per poter lasciare il paese, Oleh preferisce andare al fronte. In guerra non solo contro l’invasore ma anche contro le discriminazioni di genere e la transfobia, Olah lotta per la propria vita. Lo sguardo che rivolge alla cinepresa dalle trincee, alla fine del film, è un atto di ribellione e coraggio che sfida persino la guerra. I Rarely Wake Up Dreaming è un film coraggioso, potente e necessario che ridà dignità a chi lotta per preservare il proprio diritto a esistere malgrado la violenza di un mondo che sembra averli dimenticati.

I Rarely Wake Up Dreaming è prodotto dalla tedesca X Filme Creative Pool in coproduzione con Westdeutscher Rundfunk (WDR) e venduto all’internazionale da Outplay Films.

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