Recensione: Alberi erranti
- Il nuovo film di Salvatore Mereu, ispirato all’omonimo romanzo di Alberto Capitta, ci trasporta in un mondo fantastico dove si rifugiano creature ferite in cerca di libertà

Il regista italiano Salvatore Mereu, conosciuto soprattutto per le sue doti nel dipingere la sua Sardegna natale, presenta, nel Concorso Internazionale del Locarno Film Festival il suo misterioso e toccante ultimo film Alberi erranti. Il film è liberamente adattato dall’omonimo romanzo dello scrittore, regista e attore italiano Alberto Capitta.
L’incredibile storia raccontata nel film, una sorta di saga famigliare dai toni fantastici, è quella di due famiglie rivali: gli Arca e i Nonne. I componenti della famiglia Arca sono Pietro (Alessandro Haber) e suo figlio Giuliano (Romeo Perrone) che vivono soli in una fattoria ai margini della città occupandosi di animali feriti e sognando un mondo dove esseri umani e animali possano vivere serenamente rispettandosi reciprocamente. I Nonne sono invece il riflesso deformato dei primi. Sebastiano (Massimo Popolizio), notabile del luogo e grande amante della caccia, e suo figlio Michelangelo (Lorenzo Richelmy) incarnano una forma di una mascolinità tossica che non accetta nessun tipo di debolezza o tenerezza. Nel mezzo di queste due visioni opposte del mondo si trova Emilio (Edoardo Raiola), il fratello di Michelangelo, un ragazzo sognatore dalla vena artistica che coltiva con Giuliano un’amicizia considerata come “indecorosa”. Per salvaguardare l’onore della famiglia, i Nonne si pongono allora un obiettivo: eliminare per sempre gli Arca.
Cone dei moderni Capuleti e Montecchi, gli Arca e i Nonne si scontrano per difendere la propria visione del mondo, una visione che non potranno mai condividere. Questo, fino all’uccisione degli animali della fattoria e alla scomparsa di Pietro che costringono suo figlio a partire alla sua ricerca. È da questo momento che il film cambia spostandosi progressivamente verso una dimensione fantastica, come se la mente di Giuliano, privato della sua oasi in mezzo alle montagne, non avesse altra scelta se non quella di rifugiarsi nei sogni. Il paradiso che si crea, popolato da una piccola comunità di bambini abbandonati, rifugiati di un mondo che non esiste, si trova a metà strada fra la realtà e la finzione.
La terza famiglia coinvolta in questa saga è quella dei Branca che appare nell’ultima parte del film. Ne fanno parte tre sorelle indipendenti, fra le quali Maddalena (Giulia Maenza), e un padre (Alberto Cracco), notaio, comprensivo e liberale che rappresenta il punto d’incontro fra la radicalità degli Arca e l’intransigente violenza dei Nonne.
Durante il suo viaggio alla ricerca di suo padre, Giuliano incontra Maddalena e per entrambi è amore a prima vista. Il problema è però che quest’ultima è fidanzata con Michelangelo Nonne sebbene si sia resa conto di non amarlo davvero. Giuliano decide allora di nascondersi con lei in quel luogo magico che, forse, esiste solo nei suoi sogni.
Alberi erranti è una favola profondamente toccante che racconta le difficoltà dell’essere sé stessi all’interno di una società che ci vorrebbe mansueti, dei bravi soldatini che seguono le regole senza porsi troppe domande. Il coraggio e la determinazione con la quale Giuliano porta avanti il suo sogno di vivere in un mondo in cui la diversità non sia motivo di esclusione, ci tocca nel profondo. Fra speranza e disperazione, Alberi erranti parla di quanti non hanno la possibilità di mettere radici e sono costretti a vagare per il mondo senza meta nascondendosi negli angoli oscuri per poter riprendere fiato.
Alberi erranti è prodotto dall’italiana Viacolvento e Rai Cinema. TVCO e Minerva Pictures si occupano delle vendite all’internazionale.
Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

















