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FILM / RECENSIONI Locarno 2026 / Concorso

Recensione: The Riverbank

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- Nel loro primo lungometraggio, i registi brasiliani Matheus Farias e Enock Carvalho mettono in scena personaggi a fior di pelle, fieri e indomiti, che lottano per esistere

Recensione: The Riverbank
Caique Copque e Ítalo Martins in The Riverbank

I registi brasiliani Matheus Farias e Enock Carvalho presentano al Locarno Film Festival, nel Concorso internazionale, il loro primo struggente e potente lungometraggio The Riverbank, un viaggio al contempo iper realista e onirico negli anfratti oscuri di un Brasile in preda alla violenza e al fanatismo religioso. Duo di registi ma anche coppia nella vita reale, Farias e Carvalho si sono fatti conoscere grazie al loro cortometraggio Inabitável che aveva fatto sensazione a Sundance, un film di fantascienza queer che già affrontava temi a loro cari quali la violenza istituzionale, la transfobia e la solidarietà tra persone marginalizzate. The Riverbank è un’analisi spietata ma intrisa di una salvifica dose di tenerezza della fede intesa nella sua deriva fanatica, della violenza, del desiderio e delle lotte di potere, un’opera maestosa nella quale il Brasile e più in particolare la città di Recife è mostrata in tutta la sua splendente e spaventosa diversità.

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Thriller erotico queer, il film racconta la storia di Izaquiel (fantastico e toccante Caique Copque), un giovane addetto alle pulizie che vive in collocazione con le sue sorelle di cuore, donne trans che sono diventate la sua famiglia scelta. Costretto a lasciare i suoi genitori che non accettavano la sua omosessualità, Izaquiel ha trovato in questo nuovo riparo accogliente, basato sulla tolleranza e il sostegno reciproco, degli esseri umani feriti ma combattivi che, come lui, sono stati respinti e denigrati da una società che li disprezza. Mentre vaga di notte nella selvaggia foresta di mangrovie che attornia la città, il protagonista incontra l’affascinante e misterioso pescatore Jeremias (strabiliante e talentuoso Ítalo Martins) che gli permette di sperimentare un desiderio che è stato costretto a reprimere troppo a lungo, a causa dell’educazione ricevuta, della pressione sociale e di un opprimente indottrinamento religioso. Mentre attorno a loro la violenza diventa sempre più feroce, la coppia intraprende un viaggio nel cuore pulsante delle mangrovie, un luogo sospeso tra realtà e mito, che è diventato il rifugio di tutta una comunità dell’ombra. Costretto a confrontarsi con il suo passato, Izaquiel diventa una sorta di giustiziere della notte, difensore di una diversità luminosa costretta a nascondersi sotto il manto della foresta.

Il film è una miscela affascinante di cinema queer, realismo magico e thriller erotico, un’opera unica, estremamente potente e coraggiosa che mette a nudo le violente derive dell’abuso di potere e del controllo ideologico del movimento noto come “Bolsonarismo”. La critica sociale che attraversa tutto il film, audace accusa contro la repressione, l’omofobia e la transfobia che infetta tutto un paese, si amalgama a una profondità emotiva che impregna ogni immagine. I personaggi, magnificamente interpretati da un cast di attori e attrici sfavillanti di realismo, incarnano alla perfezione le paure ma anche gli atti di ribellione che li abitano e animano. Emblematica in questo senso è la scena in cui un duo di performer transgender chiamato Irmãs de Pau gridano la rabbia che provano nei confronti di quanti, disprezzandole alla luce del sole, le sfruttano protetti dall’anonimato della notte. The Riverbank dà voce e corpo a queste creature indomite, a questi coraggiosi esseri umani costretti a vivere guardandosi costantemente le spalle per paura di essere attaccati, feriti o peggio uccisi. I legami complessi, spasso basati sulla corruzione, tra le chiese evangeliche e la politica brasiliana sono mostrati in tutta la loro oscena banalità, come se nulla potesse opporsi al loro violento incedere.

The Riverbank, come una sorta di revenge porn dai toni politici, ridà potere a chi normalmente è invisibilizzato perché diverso e quindi pericolosamente destabilizzante. Un’opera inclassificabile, come il concetto stesso di queer, che mostra la bellezza nell’anomalia, la ribellione nella solidarietà tra creature della notte che cominciano, inesorabilmente, a digrignare i denti.

The Riverbank è prodotto dalle brasiliane Gatopardo Filme e Moçambique Audiovisual e coprodotto dalla tedesca Tama Filmproduktion e dalla brasiliana Vitrine Filmes. MPM Premium si occupa delle vendite internazionali.

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