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FILM / RECENSIONI Regno Unito / Stati Uniti / Canada

Recensione: Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte

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- Con il suo terzo lungometraggio, Jane Schoenbrun ci regala un brillante ed esilarante omaggio al genere slasher rivisitato in chiave queer

Recensione: Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte
Hannah Einbinder e Gillian Anderson in Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte

Dopo due lungometraggi di finzione, We’re All Going to the World’s Fair e I Saw the TV Glow (entrambi selezionati a Sundance) che l’hanno trasformata nell’”enfant terrible” del cinema indipendente americano, Jane Schoenbrun ha presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, dove ha vinto la Queer Palm, e più recentemente al NIFFF (Neuchâtel International Fantastic Film Festival), il suo lavoro elettrizzante, al contempo cerebrale e pop Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte. Già uscito in alcuni Paesi europei e in arrivo domani distribuito da MUBI in Belgio (insieme a Cinéart) e in Italia, giovedì in Germania e nei Paesi Bassi (anche insieme a Cinéart) e venerdì nel Regno Unito, il film rivisita con intelligenza il genere slasher., il film rivisita con intelligenza e una sana dose di umorismo il genere slasher regalandocene una rilettura queer che rimarrà negli annali.

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Dopo essersi ispirata all’estetica creepypasta per il suo primo lungometraggio di finzione e successivamente al mondo del paranormale e all’horror psicologico nel secondo, Schoenbrun affronta nuovamente il cinema di genere grazie alla sua ultima fatica. Sorta di rilettura esilarante, godereccia ma anche necessaria del genere slasher in chiave queer, il suo ultimo film di finzione ci spinge a riflettere sul concetto di piacere da una prospettiva che non è più eterocentrica, normalizzante e rassicurante ma volutamente sghemba, diversa e liberatoria.

Un’intellettuale e brillante regista queer, Kris (magnificamente interpretata da Hannah Einbinder), viene ingaggiata da una casa di produzione per dirigere un nuovo episodio di una lunga e longeva saga slasher nota come Camp Miasma. Si tratta di un reboot “woke” (come descritto dai produttori) di una serie slasher transfobica degli anni ’80. Kris vuole convincere l’attrice ormai ritiratasi dalle scene (sublime Gillian Anderson) che nel film originale interpretava la “final girl”, l’ultima ragazza uccisa dal misterioso assassino, ad interpretare il ruolo principale del suo nuovo film. Dopo un lungo e complicato viaggio, la protagonista ritrova la sua diva in montagna, in un luogo abbandonato, che ha scelto come rifugio dopo il trauma subito durante le riprese del film. Quello che colpisce in un primo momento Kris è il fatto che il rifugio scelto dalla final girl è proprio quello che è servito da decoro per il film originale. Man mano che le due donne iniziano a lavorare insieme, un legame profondo dai risvolti deliziosamente psicosessuali, comincia a crearsi spingendole ad affrontare insieme un viaggio catartico che dal dolore del trauma porta verso la liberazione e il tanto agognato risveglio sessuale (in chiave squisitamente queer). Sorta di pigiama party senza fine condito da dolciumi e caramelle gommose, il tempo passato insieme si trasforma in momento sospeso, liberatorio e non giudicante durante il quale sperimentare una sessualità liberata da qualsiasi imposizione normativa.

Nell’immaginario cinematografico della saga Camp Miasma, il cattivo, l’assassino assetato di sangue che esce dalle viscere del lago, non è un personaggio mascherato dal passato oscuro, bensì un fantasma con la faccia nascosta dietro un condotto dell’aerazione noto come Little Death (espressione gergale che significa “orgasmo”). Provvisto di lancia, Little Death è la reincarnazione vendicativa di un ex partecipante del campo estivo vittima di una feroce campagna transfobica che si è conclusa con la sua morte. Condannato a vivere per l’eternità negli abissi del lago del Camp Tivoli, “il mostro” riemerge stagionalmente per uccidere adolescenti in preda a incontrollabili scombussolamenti ormonali.

Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte è un inno e un omaggio esilarante e terribilmente dolce alla queerness, alla gioia di vivere la propria sessualità in un corpo finalmente liberato dalle costrizioni binarie e dalle imposizioni eteropatriarcali di una società crudele e intransigente. Alla fine di questa fantastica e deliziosamente sanguinolenta avventura, la protagonista riesce finalmente a vivere il proprio corpo con la consapevolezza di chi non si cura delle regole sperimentando un godimento basato sulla gioia e la spensieratezza, anziché sul dolore di traumi passati. Il film è in questo senso una riflessione autobiografica su ciò che accade dopo l’annientamento della disforia di genere, quando finalmente si può essere sé stessi in un corpo autentico perché finalmente conforme alla propria identità di genere.

Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte è prodotto da MUBI con la società statunitensi Plan B Entertainment e la canadese Scythia Films. The Match Factory si occupa delle vendite internazionale.

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Photogallery 13/05/2026: Cannes 2026 - Teenage Sex and Death at Camp Miasma

11 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Jane Schoenbrun
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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