Tre progetti baltici ottengono il sostegno italiano grazie agli accordi di coproduzione
- A un anno dal panel organizzato a Venezia per incoraggiare la collaborazione baltico-italiana, Barracuda, Beatrice e Dolce far niente hanno ottenuto il sostegno del Ministero della Cultura italiano

Lo sforzo di rafforzare i legami produttivi tra l’Italia e i Paesi baltici sta iniziando a dare risultati tangibili. Tre progetti a guida baltica – Tomas Vengris con Barracuda (leggi la news), Vallo Toomla con Beatrice (leggi la news) e Elena Kairytė con Dolce far Niente – hanno ottenuto il sostegno grazie al Ministero della Cultura italiano (DGCA) e al suo sistema di finanziamento selettivo altamente competitivo, il che significa che un numero senza precedenti di titoli baltici è stato sostenuto nello stesso bando.
Si tratta di un’evoluzione particolarmente significativa, considerando quanto fosse limitata, fino a pochi anni fa, la storia delle coproduzioni tra Italia ed Estonia, Lettonia e Lituania. Arriva inoltre quasi esattamente a un anno di distanza da quando l'Italian Pavilion del Festival di Venezia ha ospitato “Meet Your Baltic Partners: Co-Production Support, Tax Incentives, Cash Rebate”, un panel organizzato da Cinecittà e dalla DGCA insieme all’Estonian Film Institute, al National Film Centre of Latvia e al Lithuanian Film Centre, pensato per presentare ai produttori italiani gli strumenti di finanziamento e il potenziale creativo della regione (leggi la news).
In quell’occasione, i rappresentanti delle istituzioni italiane e baltiche sottolinearono che l’obiettivo non era semplicemente generare incontri estemporanei, ma creare un quadro entro il quale i produttori potessero avviare relazioni fin dall’inizio e portarle avanti attraverso sviluppo e finanziamento. I tre film appena sostenuti offrono ora esempi concreti di questo processo.
Le radici affondano ancora più indietro. Nel 2018, il Lithuanian Film Centre, il National Film Centre of Latvia, l’Estonian Film Institute e le autorità cinematografiche italiane lanciarono un Baltic-Italian Co-Development Award da €30.000 a seguito dei precedenti scambi a When East Meets West e Baltic Event. L’iniziativa si è in seguito ampliata e, nel 2025, il plafond annuale è salito a €40.000. In quell’anno, Dolce far niente è stato tra i progetti selezionati, ricevendo €13.000 di sostegno al co-sviluppo (leggi la news).
Diretto da Kairytė e prodotto da Rūta Jekentaitė per la lituana Baltic Productions insieme al partner italiano Claudio Giapponesi, di Kiné Società Cooperativa, Dolce far niente è un documentario creativo ambientato in un remoto villaggio di montagna italiano, dove la Casa dei mandorli, un tempo casa del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, è diventata uno spazio vivo di memoria e di quieta resistenza al passare del tempo. Lì è rimasta soltanto la moglie, Lora, che cerca di preservare la fragile vita della casa, in cui ogni gesto di cura dà luogo a un piccolo, silenzioso caos. Il percorso del progetto, dal premio di co-sviluppo baltico-italiano al sostegno regionale in Italia e, infine, al supporto nazionale del Ministero della Cultura, è forse l’illustrazione più chiara dell’approccio paziente alla base della più ampia iniziativa.
Barracuda è invece un lungometraggio di finzione a guida lituana diretto da Vengris e prodotto da Emilija Sluškonytė per AUSTRÈ Studio, con Dominiks Jarmakovičs a bordo per la lettone Locomotive Productions e Leonardo Barrile per l’italiana Samarcanda Film. Il dramma true-crime si ispira alla storia di Loreta Gedvilaitė, la cui relazione con una figura di primo piano della criminalità organizzata in Lituania e il successivo caso di diffamazione sono diventati la base per un più ampio esame del potere, del giudizio e dell’agency femminile. Il film è attualmente in post-produzione.
Il terzo progetto, Beatrice, è un dramma di fantascienza a maggioranza estone diretto da Toomla e guidato da Stellar Film, con la lituana Just a Moment e l’italiana Kino Produzioni tra i partner di coproduzione. Adattato dall’opera teatrale di Siret Campbell, la storia segue una coppia la cui agognata gravidanza si conclude in tragedia quando la donna muore in un incidente. La sua coscienza viene poi impiantata in un nuovo corpo, costringendo la famiglia a confrontarsi con questioni di identità, lutto, intimità e limiti della tecnologia. Il progetto ha già partecipato a diverse piattaforme internazionali di sviluppo e coproduzione, tra cui When East Meets West e il Nordic Co-Production Market di Haugesund.
Nel loro insieme, i tre film suggeriscono che la cooperazione baltico-italiana sta andando oltre gli incontri esplorativi per trasformarsi in relazioni produttive durature. Cinecittà, la DGCA, l’Estonian Film Institute, il National Film Centre of Latvia e il Lithuanian Film Centre, insieme a piattaforme di settore come When East Meets West e Baltic Event, hanno dedicato anni a creare opportunità affinché i produttori delle due regioni potessero incontrarsi, sviluppare progetti e comprendere i rispettivi ecosistemi di finanziamento.
Il risultato indica anche le crescenti ambizioni internazionali dei produttori baltici, che stanno costruendo strutture di finanziamento sempre più estese oltre i loro tradizionali partner dell’Europa settentrionale e centrale. Per l’Italia, i Paesi baltici offrono troupe esperte, incentivi competitivi e voci creative distintive; per i produttori baltici, i partner italiani possono aprire a ulteriori possibilità di finanziamento, talenti e produzione nell’Europa meridionale.
Quella che era iniziata come una piccola iniziativa di co-sviluppo sta dunque iniziando a rimodellare un corridoio di coproduzione quasi inesistente. Il successo di Barracuda, Beatrice e Dolce far niente suggerisce che le partnership internazionali più efficaci sono spesso il risultato non di un singolo incontro di mercato, ma di anni di contatti ripetuti, di sostegno istituzionale e di produttori disposti a continuare a costruire dopo la prima presentazione.
(Tradotto dall'inglese)
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