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SARAJEVO 2026 Concorso documentari

Recensione: When I Get Out

di 

- Il nuovo documentario di Metod Pevec segue un gruppo di detenuti mentre partecipano a un laboratorio di psicodramma finalizzato alla riabilitazione

Recensione: When I Get Out

Una volta alla settimana per 18 mesi, lo psichiatra carcerario Vladimir Milošević ha lavorato con un gruppo di detenuti nel carcere di Dob, nella Slovenia centrale. Tra questi uomini figurano Valon Hoxaj, Nenad Mirović, Denis Mihalič, Matej Groznik e altri, tutti autori di delitti o reati gravi di vario genere. Come documentato dal regista Metod Pevec, il processo psicodrammatico, da lui stesso definito tale, messo in atto da Milošević ha dato vita a When I Get Out, il lungometraggio documentario di Pevec che ha appena avuto la sua prima internazionale nel Concorso documentari del Sarajevo Film Festival, dopo aver conquistato il Premio del Pubblico al Festival del cinema sloveno lo scorso ottobre.

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Invece di seguire gli uomini nella loro vita quotidiana – un approccio più prevedibile per un argomento del genere – il documentario si concentra sugli incontri tra loro, durante i quali discutono, dibattono e mettono in scena vari scenari del loro passato, anche con persone che hanno influenzato la loro personalità. Si potrebbero tracciare vaghi parallelismi con Reas di Lola Arias, per quel tipo di rappresentazione teatrale riabilitativa basata sulla performance che Pevec cerca di catturare, sebbene la mancanza di una struttura e di un filo conduttore renda il film più difficile da seguire.

Alcune conversazioni virano verso territori più tradizionali, come il linguaggio di pentimento per gli atti passati, le resistenze o l’accordo con il sistema carcerario e le riflessioni sulla via da seguire. Attraverso il processo di registrazione dei laboratori di Milošević, Pevec scava nelle emozioni raramente rivelate nelle interazioni quotidiane in carcere, ma il film fatica a sfuggire a una sensazione di ripetizione nei suoi oltre un’ora e 45 minuti di durata.

Nel corso del film, veniamo a conoscenza anche degli interessi creativi dei detenuti: ad esempio, uno di loro ha un livello avanzato nella pittura e un altro è abile nelle arti performative, il tutto culminante in quella che potrebbe essere considerata una sorta di mostra artistica riparativa. Questo diventa il grande momento culminante del film, anche se il percorso che conduce a questo punto è più debole di quanto forse potrebbe essere. 

When I Get Out non si propone di esprimere giudizi definitivi sulla moralità del carcere, ma finisce per rivelare soprattutto la profonda riflessione emotiva a cui i detenuti sono costretti. Quando emergono intuizioni personali, comprese rivelazioni di immensa vulnerabilità, ci viene ricordato lo sguardo del documentarista e il suo approccio fortemente interventista.

When I Get Out è un documentario sloveno prodotto da Vertigo, coprodotto da RTV Slovenija.

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(Tradotto dall'inglese)

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