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VENEZIA 2026 Giornate degli Autori

Recensione: My Notes on Mars

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- VENEZIA 2026: Lili Horvát si immerge in un'esplorazione profonda delle relazioni di coppia attraverso un racconto molto originale ed enigmatico che mescola realismo e fantascienza astrofisica

Recensione: My Notes on Mars
Rupert Friend e Mackenzie Davis in My Notes on Mars

"Non riconosciamo ciò a cui le nostre regole non si applicano". È al centro di un viaggio multidimensionale e intrigante, di cui ogni dettaglio è finemente delineato, che la singolare regista ungherese Lili Horvát immerge lo spettatore con il suo terzo lungometraggio, My Notes on Mars, presentato alle Giornate degli Autori dell’83ma Mostra di Venezia.

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Un "nuovo concetto di missione sotterranea" che la regista, devota all'analisi attraverso campionamenti, metafore e mistero, sviluppa con grande maestria (questa volta in inglese) addentrandosi nel regno della scienza. Infatti, dopo la neurochirurga del suo film precedente (Preparativi per stare insieme per un periodo indefinito di tempo), è un’astrofisica che ha abbandonato il MIT (Massachusetts Institute of Technology), ma ancora ossessionata dall’enigma di un pianeta Marte inabitabile per l’essere umano, a occupare la scena di un nuovo opus che flirta (e non solo) con la frontiera che separa la finzione realista dalla pura fantascienza.

"Dove sei?", "Dove eri? ", "Chi sei?". Per Sam (Rupert Friend), vivere con Margot (Mackenzie Davis) non è affatto semplice. Il loro progetto di trasferirsi per un anno nella campagna ungherese e andare a cavallo non sembra proprio incontrare il gusto di sua moglie, che salta la propria cena di compleanno per una sortita all’Osservatorio di Budapest. La giovane quarantenne (di cui apprendiamo che in passato ha sofferto di depressione) vive una vera epifania attorno alle questioni dell’assenza d’acqua e di campo magnetico su Marte. Come in trance, riprende il suo vecchio quaderno di appunti ed equazioni sull’argomento, inviando alle prime ore del mattino un’e-mail che riassume la sua teoria rivoluzionaria a una vecchia conoscenza che lavora alla Nasa. In un clima teso, i due coniugi partono per un’escursione in montagna durante la quale Margot scompare. Dichiarata morta, riappare due mesi dopo, strana e amnesica, ma comunque determinata a distruggere il suo quaderno di appunti su Marte. Sam prova ad adattarsi a questa nuova donna, ma lo aspetta una sorpresa dopo l'altra...

Prendendosi il tempo di lasciare che il pubblico soppesi le diverse ipotesi suggerite dal bizzarro comportamento di Margot (e dal suo sguardo illuminato), Lili Horvát (che ha scritto questa seducente sceneggiatura fuori dagli schemi) riesce a innestare un’atmosfera molto personale, quasi "antonioniana" con un pizzico di Melancholia, su una tematica classica di genere (il doppio, la quarta dimensione, i progetti coperti da segreto militare per la colonizzazione di Marte, le possibilità di un’esistenza extraterrestre, ecc.). Questo approccio audace cela il crudo dispiegarsi della crisi di una coppia, una sfida posta dalla trasformazione, che si sviluppa con notevole estro artistico (una bellissima fotografia firmata Róbert Maly, una musica radicale composta da Gábor Keresztes, scenografie molto suggestive, inventivi rimbalzi narrativi) per tessere un film che assume il suo profumo opaco di sortilegio moderno.

My Notes on Mars è prodotto da Poste Restante, Amour Fou Vienna e Obala Art Centar, e coprodotto da AmorFortuna, Komplizen Film, Paradise City, Parangal Film, Protim Video, ZDF/Arte e TRT Production. Paradise City Sales cura le vendite internazionali.

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(Tradotto dal francese)


Photogallery 02/09/2026: Venice 2026 - My Notes on Mars

14 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Lili Horvát
© 2026 Isabeau de Gennaro for Cineuropa @iisadege

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