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VENEZIA 2026 Orizzonti

Recensione: La ragazza con la Leica

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- VENEZIA 2026: Alina Marazzi segue Gerda Taro nel suo tentativo di documentare la guerra civile spagnola, che la portò a diventare la prima fotoreporter donna a morire in prima linea

Recensione: La ragazza con la Leica
Emilia Schüle in La ragazza con la Leica

La ragazza con la Leica di Alina Marazzi ha avuto la sua prima mondiale come film d’apertura della sezione Orizzonti dell’83ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film, scritto dalla regista insieme a Valia Santella, è una libera trasposizione del romanzo ominimo di Helena Janeczek, a sua volta ispirato alla vita e all’opera della fotografa di guerra tedesca Gerda Taro, nata Gerda Pohorylle. In quanto ebrea di sinistra, Taro (interpretata da Emilia Schüle) fu costretta a fuggire a Parigi quando il partito nazista salì al potere. Lì conobbe il fotoreporter Endre Friedmann (Aaron Altaras), che divenne suo compagno, e imparò la fotografia. Durante la loro relazione crearono un alias condiviso, Robert Capa, che poi lui mantenne mentre lei cambiò il cognome in Taro. La giovane, apertamente antifascista e impegnata a seguire da vicino la guerra civile spagnola, vi rimase uccisa nel 1937, diventando così la prima fotoreporter donna a morire su un campo di battaglia.

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La ragazza con la Leica ha molto da dire sulla vita della sua protagonista, mantenendo al contempo una visione chiara nelle scelte estetiche. Il film racconta il crescente impegno di Taro a usare la macchina fotografica come strumento di resistenza al fascismo, così come la sua determinazione a documentare la guerra, che di per sé è un tema encomiabile per un lungometraggio, ma la regista riesce anche a mettere insieme con grande cura tutti i diversi aspetti dell’opera per restituire un racconto coerente e coeso, lasciando che le scene si susseguano in un ordine avvincente e con un ritmo altrettanto convincente. Il lavoro del direttore della fotografia cileno-danese Manuel Alberto Claro è qui semplicemente magistrale, e grazie al montaggio di Ilaria Fraioli, tutte le scene risultano valorizzate dall’ordine in cui vengono presentate.

Ma è certamente la straordinaria interpretazione di Emilia Schüle l’elemento più forte del film. I frequenti primi piani del suo volto trascinano il pubblico nel suo mondo, e le sue espressioni magnetiche la fanno percepire come una persona reale, più che come un semplice personaggio sullo schermo – cosa che non sempre accade nei film biografici. Del resto, l’intero cast è solido, gli attori sono ben scelti e le loro performance ottimamente calibrate.

C’è molto da dire anche su Giada Calabria e la sua splendida scenografia, che si sposa bene con i costumi di Bettina Pontiggia. Le location e le ambientazioni variegate conferiscono al film un ampio respiro, e la colonna sonora di altissimo livello è perfettamente intrecciata al racconto. Di conseguenza, La ragazza con la Leica piacerà non solo a chi ama le storie vere, in particolare a quanti sono interessati alla storia del XX secolo, ma anche a un pubblico più generalista, perché funziona benissimo come narrazione a sé stante – e avrebbe comunque il suo impatto anche se fosse interamente di fantasia. Il fatto che racconti la storia di una figura tanto importante quanto poco conosciuta lo rende ancora più avvincente: una visione che merita davvero.

La ragazza con la Leica è stato realizzato come coproduzione italo-tedesca da Vivo Film e Rai Cinema con Komplizen Film, in coproduzione con ZDF/ARTE, Eolo Film Productions, Film i Väst e Zentropa Sweden. Fandango Sales ha acquisito i diritti di vendita internazionale del film prima della sua prima mondiale a Venezia.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 02/09/2026: Venice 2026 - La ragazza con la Leica

13 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Alina Marazzi, Emilia Schüle, Aaron Altaras, Luna Wedler, Lucas Englander
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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