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VENEZIA 2026 Concorso

Recensione: Wild Horse Nine

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- VENEZIA 2026: John Malkovich e Sam Rockwell sono protagonisti di un'altra classica tragicommedia di Martin McDonagh, questa volta con una dose maggiore di paranoia geopolitica

Recensione: Wild Horse Nine
Sam Rockwell (a sinistra) e John Malkovich in Wild Horse Nine

“I shouted out, ‘Who killed the Kennedys? When after all it was you and me’”. Così graffia Mick Jagger in Sympathy for the Devil dei Rolling Stones, la loro celebre stoccata ai vizi degli anni Sessanta. Oggi è molto meno controverso parlare delle gesta storiche, e parimenti diaboliche, della CIA statunitense, mano invisibile nel mondo in via di sviluppo e nel Sud Globale mentre cercava di vincere la Guerra fredda. Ma la questione della “sympathy” è cruciale; nel suo passaggio in concorso a Venezia, Wild Horse Nine, Martin McDonagh ci chiede di concedere un briciolo d’indulgenza a un diavolo in particolare, il sicario della CIA irlandese-americano Chris Carlisle (John Malkovich, al suo meglio), con una fedina penale di smantellamenti democratici degna dell’Aia. Soprattutto grazie all’interpretazione delicata e al tempo stesso leonina di Malkovich, il regista e drammaturgo britannico-irlandese riesce quasi a suscitare tale sentimento.

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Il film ritrova il regista in gran forma, pienamente padrone del suo bagaglio teatrale, anche se i detrattori continueranno a essere refrattari alle sue battutacce machiste autocompiaciute e a un’ironia, paradossalmente, poco spiritosa nel prendersela con bersagli facili; pur essendo una delle sue sceneggiature più ricche fino ad oggi, è anche sfacciatamente sentimentale. Ma, più di questo, è un piacere ritrovare al suo fianco i suoi abituali collaboratori, dai membri fissi della sua compagnia teatrale al direttore della fotografia Ben Davis e al compositore Carter Burwell, la cui colonna sonora essenziale si intreccia splendidamente con alcuni inserti di classic rock e folk politico. Se l'arco narrativo del personaggio di Chris mira a toccare le nostre corde emotive, Sam Rockwell è la spalla comica ideale, solida e determinata, nei panni di Lee, il suo compagno sul campo, cauto ma leale.

Siamo nella Santiago del 1973, in Cile, e gli ingranaggi del rovesciamento del presidente socialista Salvador Allende, con l’assistenza della CIA, sono già in moto. Ogni ufficio, governativo di alto livello o meno, ha i suoi veterani, e Chris è di nuovo sul campo, mentre medita il ritiro e affronta una diagnosi di cancro terminale con saltuarie iniezioni di morfina. Eppure è l’era dello “stile paranoico” degli Stati Uniti, e ogni capo dei servizi segreti finisce per diventare un peso per la sicurezza interna; strizzando l'occhio alla pungente satira politica dei fratelli Coen di Burn After Reading - A prova di spia, anch’esso interpretato da Malkovich, Chris detta gradualmente le sue memorie in un registratore vocale, e la sua lingua lunga, insieme al suo inventario personale di prove schiaccianti e oggetti personali, mette un bersaglio sulla testa del sicario stesso. Mentre il responsabile CIA per il Sud America, MJ (Steve Buscemi, in un ruolo insolito per lui), condivide sigari con i militari cileni in avanzata, la miccia drammatica si accende quando Chris e Lee si concedono una gita di piacere nella pittoresca Isola di Pasqua, dove incontrano e poi interagiscono con cautela con due attraenti studentesse di sinistra (Mariana Di Girolamo e Ailín Salas).

Wild Horse Nine è, in definitiva, una tragedia personale sulla mortalità, abilmente camuffata da cinico thriller politico. Inizialmente si prende gioco degli estremi dello spettro politico, per poi approdare in un punto in cui – in uno dei tanti riferimenti al cattolicesimo presenti nella sceneggiatura – i singoli peccatori possono redimersi, insieme agli Stati Uniti, se questi ultimi si soffermano un attimo a riflettere su se stessi. È una terra che Chris, in quanto suo simbolo e colui che la conosce meglio, alla fine ammette essere "merda".

Wild Horse Nine è una coproduzione tra Regno Unito, Stati Uniti e Cile, guidata da Blueprint Pictures, in associazione con Film4 e TSG Entertainment. Searchlight Pictures è anche fra i produttori ed è il distributore mondiale.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 03/09/2026: Venice 2026 - Wild Horse Nine

38 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Martin McDonagh, John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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