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VENEZIA 2026 Settimana Internazionale della Critica

Recensione: Il Grande Giaffa

di 

- VENEZIA 2026: Nel suo primo lungometraggio, Marco Santi trasforma la crisi di invisibilità di un uomo in un oscuro e grottesco gioco pirandelliano di maschere, ruoli e identità prese in prestito

Recensione: Il Grande Giaffa
Edoardo Pesce in Il Grande Giaffa

Giacomo Falta (Edoardo Pesce) è il tipo di uomo che il mondo sembra aver smesso, in silenzio, di notare. Lavora per il quotidiano del suocero, dove perfino i suoi tentativi di ritagliarsi una rilevanza professionale gli si ritorcono contro: un pezzo entusiasta su un ristorante di ramen alla moda diventa un imbarazzo quando il locale viene smascherato come una truffa che serve cibo surgelato. A casa non va molto meglio. La sua esigente moglie e il figlio piccolo sembrano abitare una vita dalla quale Giacomo si è in qualche modo scollato, presente ma mai davvero al centro.

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Questo cambia quando la famiglia assiste allo spettacolo teatrale più in voga della città, con protagonista l’assurdamente celebrato Grande Giason (Roberto Zibetti). Tutti attorno a Giacomo sono ipnotizzati; lui solo sembra percepire il vuoto sotto il carisma dell’artista. Eppure, invece di respingere Giason, si sente affascinato proprio dal meccanismo: come può un uomo che apparentemente non offre nulla esercitare un potere così totale su una sala?

A partire da questa contraddizione, Marco Santi costruisce Il Grande Giaffa, film d’apertura della Settimana Internazionale della Critica di Venezia di quest’anno. Un incontro fortuito offre a Giacomo l’opportunità di appropriarsi per un giorno dell’identità di Giason, e un ulteriore equivoco lo ribattezza “Giaffa”. Ne consegue un'odissea notturna sempre più surreale, in cui l'impersonificazione diventa meno un travestimento comico e più un esperimento di auto-cancellazione.

Il livello più stimolante del film è inequivocabilmente pirandelliano. Santi e i co-sceneggiatori Lorenzo Bagnatori ed Eva De Prosperis trattano l’identità come qualcosa di instabile, negoziato attraverso lo sguardo degli altri, e dunque esposto alla performance, al rifiuto e al furto. Giacomo non vuole semplicemente diventare Giason; vuole capire se essere percepito diversamente possa renderlo diverso. L’ironia, naturalmente, è che la maschera presa in prestito finisce col rivelare, a poco a poco, tanto dell’uomo che c’è sotto quanto ne nasconde.

Santi sviluppa questa premessa psicologica attraverso un registro accentuato e volutamente artificiale. L'ambientazione piemontese, ripresa in gran parte nell'oscurità, appare stranamente isolata dall'Italia contemporanea: una provincia cupa, quasi senza tempo, popolata da ansiosi piccoli borghesi e da emarginati della classe operaia. La fotografia di Stefano Usberghi rafforza la sensazione di un mondo leggermente scostato dalla realtà, mentre la colonna sonora di Daniele De Virgilio evita saggiamente di spiegare troppo la trasformazione. Un motivo sonoro ricorrente segna lo slittamento tra Falta e Giaffa, ma lo fa con sufficiente misura da restare allusivo, piuttosto che schematico.

Pesce è particolarmente adatto a questa materia. La sua fisicità sa portare insieme umiliazione e minaccia, permettendo alla metamorfosi di Giacomo di risultare al contempo comica, patetica e lievemente pericolosa. Carlotta Gamba conferisce un’ambiguità efficace alla giovane donna che incrocia Giaffa lungo il cammino, mentre Zibetti, in relativamente poche scene, rende Giason memorabilmente repellente: vanesio, sfuggente e in qualche modo convincente proprio perché dietro la posa sembra esserci così poco.

Non tutto colpisce con la stessa forza, e a tratti il film sembra compiacersi un po’ troppo delle proprie finezze grottesche. Ma il racconto resta sorprendentemente lineare senza diventare troppo prevedibile, e l’umorismo della prima metà lascia gradualmente spazio a qualcosa di più inquietante. Come esordio, Il Grande Giaffa è una proposta distintiva all’interno del cinema italiano contemporaneo: un racconto bizzarro, teatrale e psicologicamente vigile sulla seduzione di diventare qualcun altro e sul compito più arduo di ritornare a se stessi. 

Il Grande Giaffa è prodotto da 10D Film (Italia) e Andromeda Film (Italia), in collaborazione con Rai Cinema (Italia). True Colours cura le vendite internazionali del film.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 03/09/2026: Venice 2026 - Il grande Giaffa

9 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Marco Santi
© 2026 Isabeau de Gennaro for Cineuropa @iisadege

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