email print share on Facebook share on Twitter share on LinkedIn share on reddit pin on Pinterest

VENEZIA 2026 Giornate degli Autori

Recensione: Salón de belleza

di 

- VENEZIA 2026: Nathalia Acevedo esordisce alla regia trasformando un salone di bellezza in un rifugio per moribondi, in un film radicale e sensoriale sospeso tra corpi, memoria e inquietudine

Recensione: Salón de belleza

Comincia come se fossimo negli abissi marini, immersi in una dimensione liquida e silenziosa. Poi l’inquadratura si allarga e scopriamo che si tratta di un acquario, uno dei tanti che abitano un salone di bellezza ormai trasformato in un rifugio per moribondi. È da questa immagine, sospesa tra meraviglia e inquietudine, che Nathalia Acevedo costruisce Salón de belleza, presentato in concorso alle 23me Giornate degli Autori di Venezia. L’attrice messicana, qui al suo esordio alla regia, adatta il romanzo omonimo di Mario Bellatin rinunciando a illustrarne la storia in forma lineare, per trasformarla in un’esperienza soprattutto sensoriale.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
insularia_Josué

In una città senza nome, l’Individuo, interpretato dal ballerino, coreografo e attore belga Sam Louwyck, accoglie persone in fin di vita nel luogo che un tempo era dedicato alla bellezza. Attraverso brevi incursioni nel passato, il salone riappare luminoso, popolato da una comunità queer che si tinge i capelli, balla, canta e si ritrova in un ambiente libero e inclusivo. Nel presente, invece, le stesse stanze sono attraversate da corpi consumati dalla malattia, volti segnati dalla paura e persone distese su brandine, in attesa della morte.

Acevedo riduce i dialoghi all’essenziale e lascia che siano corpi, suoni, gesti e spazi a portare avanti il racconto. Una voce narrante restituisce le riflessioni dell’Individuo mentre scorrono immagini crude di un mercato alimentare, tra carcasse di animali macellati e crostacei ancora vivi. Poco importa che questi frammenti siano immediatamente decifrabili: il film procede per associazioni, deviazioni e ritorni, lasciando che il significato emerga dall’accostamento delle immagini più che dalla trama.

L’acqua è il motivo che tiene insieme questo universo sospeso. È quella degli acquari, ma anche quella evocata dalle statue sommerse e ricoperte di alghe, che sembrano emergere da un luogo dimenticato. Insieme al fuoco, diventa parte di una geografia quasi metafisica: il salone viene assalito e incendiato, e continua a sembrare immerso in un altro tempo e in un altro spazio. Sullo sfondo, i cori da chiesa aggiungono una dimensione sacrale a un luogo in cui la bellezza sembra ormai irrimediabilmente consumata dalla morte.

La scelta di Acevedo è radicale e non priva di rischi. L’accumulo di immagini simboliche e la cupezza quasi ininterrotta possono rendere il film opprimente, così come alcune digressioni — dalle crude scene di sesso occasionale alle lotte tra uomini — sembrano appartenere a un universo volutamente frammentato, più vicino al sogno che alla narrazione. Più che raccontare la morte, Acevedo invita a sostare sulla soglia che la precede, là dove la memoria irrompe nel presente e la cura diventa l’ultimo gesto possibile. Il salone non è soltanto un luogo in cui si muore: è uno spazio in cui i corpi vengono accolti quando il resto della società li ha già respinti. E nel passaggio dalla bellezza alla decomposizione, dal colore alla penombra, il film trova una meditazione austera sulla fragilità dell’esistenza e sulla possibilità, ancora, di prendersi cura gli uni degli altri.

Salón de belleza è una produzione Kintsugi Cine (Messico) in coproduzione con Farol (Francia). Le vendite estere sono affidate a The Pool Films, con sede a Parigi.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Photogallery 08/09/2026: Venice 2026 - Salón de belleza

12 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Nathalia Acevedo
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy