VENEZIA 2026 Giornate degli Autori
Recensione: Une femme aujourd'hui
di Jan Lumholdt
- VENEZIA 2026: Robert Guédiguian ci regala un'altra perla di cinema profondamente umanista, ancora una volta con la sua fidata compagnia di attori

Selezionato due volte a Berlino, sette a Cannes e ora per la quarta volta a Venezia, un fenomeno del cinema francese di nome Robert Guédiguian conferma ancora una volta il suo status di marchio di qualità e di storico amico dei festival, regalando ogni volta due ore di cinema umanista, spesso sublime, proveniente dal suo angolo di mondo: Marsiglia. La natura della storia cambia, ma ci si può sempre aspettare un’opera pregevole, capace di offrire un sorriso e spunti di riflessione. Une Femme aujourd'hui, selezionato alle Giornate degli Autori dell'83ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, non fa eccezione.
Ritroviamo volti familiari sullo schermo con la riunione del collaudato cast di Guédiguian: Ariane Ascaride, Gérard Meylan, Jean-Pierre Darroussin e Grégoire Leprince-Ringuet sono tutti presenti, a supporto di una relativa esordiente in casa RG (è “solo” apparsa in La gazza ladra), Marilou Aussilloux, che interpreta la contemporanea protagonista del titolo. Juliette è impeccabilmente bella, ha una carriera di successo nell'alta finanza e un ottimo appartamento da single con piscina, dove fa spesso il bagno nuda. A volte si concede qualche avventura con ragazzi conosciuti su Tinder, viaggia a Tokyo e in altri posti fantastici, e guida un bello scooter elettrico. La madre (Ascaride) la rimprovera perché è troppo impegnata per passare a cena e perché non la rende nonna; il padre (Meylan) è più indulgente: in fondo lei è la sua preferita. In famiglia ci sono due fratelli maggiori e un dolce zio, e alle loro spalle c'è un passato nell'Algeria coloniale, nonché un vicino di casa protettivo (Darroussin), che vive con la madre e potrebbe averla intravista mentre faceva il bagno nuda. In generale, la nostra giovane donna di oggi conduce una vita piuttosto spensierata. Viene da chiedersi: non dovrebbe esserci qualche crisi in agguato, pronta a incrinare la realtà perfetta di Juliette? Ebbene no: di crisi, in realtà, ce ne sono due.
La prima si consuma a una festa in ufficio, coinvolge un collega uomo e un'aggressione sessuale dalle pesanti ripercussioni, tra cui lo schianto in auto di Juliette. L'altro episodio riguarda un segreto di famiglia, la cui natura esatta non sveleremo qui, ma è un po' triste e piuttosto bello. Anche il primo evento ha però un risvolto positivo, perché l'auto di Juliette finisce quasi contro una casa per giovani madri non sposate, una causa a cui decide di dedicarsi come volontaria (di conti, del resto, se ne intende). Qui incontra altre donne di oggi, provenienti da realtà molto diverse. Incontra anche Christian (Leprince-Ringuet), uno degli organizzatori, ben diverso dai suoi ragazzi di Tinder. Come Juliette quando la conosciamo, tutto questo può sembrare sulla carta un po' troppo perfetto e levigato, ma quando questi personaggi e i loro destini prendono vita sullo schermo funziona, tutto grazie al nostro amico marsigliese, vero fenomeno del cinema.
Se Guédiguian fosse uno chef (forse lo è; magari pure bravo?), non sarebbe solo capace di servire un gran pasto, ma sarebbe anche una gioia da guardare mentre crea i suoi piatti. Già vederlo alle prese con una cipolla, strato dopo strato dopo strato, sarebbe sicuramente uno spettacolo.
Une Femme aujourd'hui è prodotto dalla francese Agat Films, in coproduzione con Bibi Film e ARTE France Cinéma.
(Tradotto dall'inglese)
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