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VENEZIA 2026 Concorso

Recensione: Un peu avant minuit

di 

- VENEZIA 2026: Nicolas Pariser tesse una divagazione piena di fascino e di sottintesi politici, incentrata su un uomo allo specchio e sulla presa di coscienza del proprio passato

Recensione: Un peu avant minuit
Melvil Poupaud e Golshifteh Farahani in Un peu avant minuit

"Che vita hai vissuto?". È nella strana e affascinante nebbia di un tempo sospeso, di cui approfitta un uomo quasi cinquantenne per fare il giro di vecchie conoscenze scomparse dalla sua vita da oltre vent’anni, che s’immerge l’insolito e avvincente Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, presentato in concorso all’83ma Mostra di Venezia. Una settimana di giri e conversazioni per le strade di Parigi che, passo dopo passo, si trasforma in un’indagine su se stessi, in particolare attraverso l'evoluzione delle relazioni amorose tra uomini e donne e la parabola degli "intellettuali precari" in una società dal clima politico deleterio.

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"All’epoca non era il femminismo a soffocarvi: eravamo carne fresca e ci sembrava normale". Bloccato una settimana a Parigi in attesa di un appuntamento rinviato da un notaio italiano incaricato di chiudere la successione di suo padre (che non ha mai conosciuto), Léo (un perfetto Melvil Poupaud in un difficile ruolo "passivo") ha del tempo da ammazzare. Riallaccia in particolare i contatti con la figlia Emma (Clara Pacini), una ventenne che conosce poco e che si rivela molto impegnata ("voglio fare qualcosa di serio nella mia vita") nella lotta contro il patriarcato e nel cuore dei conflitti sociali che infiammano la capitale (presidiata dalle forze dell’ordine). È anche l’occasione per rivedere alcuni ex compagni di una rivista culturale alla quale Léo ha contribuito attivamente a cavallo degli anni 2000. Una piccola truppa battezzata L'Orda, il cui comportamento nei confronti delle donne lasciava molto a desiderare all’epoca, stando all’avvocata Éléonore (Léonie Simaga) e alla deputata Armelle (Anaïs Demoustier). Spiazzato e un po’ destabilizzato da questi punti di vista che non corrispondono affatto all’immagine che si faceva delle sue storie d’amore, Léo, che ammette lui stesso di non aver combinato granché nella vita, prosegue l’esplorazione del passato, alla ricerca in particolare di Tina (Golshifteh Farahani).

"Non ti dico nulla, lo vedrai da te". Distanziandosi nettamente dalle narrazioni dalla struttura rigida e dalle formule narrative così classiche da risultare spesso prevedibili, il film accompagna il suo protagonista in una Parigi estremamente autentica e procede seguendo il ritmo delle passeggiate e di lunghe conversazioni che aprono a nuovi incontri, permettendo di scoprire qualcosa in più e, soprattutto, consentendo a Léo di comprendere meglio se stesso. Ne scaturisce un ritratto frammentario che delinea, con grande sottigliezza, anche i contorni di una generazione e di una società sospese tra la fine di un ciclo e un salto nel vuoto: un lungometraggio esistenzialista sul trascorrere del tempo, attraversato dalle grandi questioni contemporanee e dalle atmosfere di Joseph Roth, il cui stile inconsueto esercita un forte potere di seduzione.

Un peu avant minuit è prodotto da Bizibi e da Dimanche Soir. Pyramide International cura le vendite internazionali.


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(Tradotto dal francese)


Photogallery 10/09/2026: Venice 2026 - One Minute to Midnight

15 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Nicolas Pariser, Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Golshifteh Farahani, Léonie Simaga
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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