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VENEZIA 2026 Concorso

Recensione: NAZA

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- VENEZIA 2026: Yuval Abraham e Rachel Szor contribuiscono a svelare i metodi tecnologicamente avanzati utilizzati da Israele per attuare il suo progetto di genocidio a Gaza

Recensione: NAZA

Con NAZA, presentato in concorso a Venezia, Yuval Abraham e Rachel Szor (parte della squadra dietro il film premio Oscar No Other Land) offrono un nuovo, incisivo contributo al dibattito sulla guerra e sul genocidio perpetrati da Israele a Gaza, proponendo riflessioni che costituiscono un’ulteriore, schiacciante accusa contro il governo di Benjamin Netanyahu e i suoi sostenitori internazionali. Partendo dalle rivelazioni pubblicate dal The Guardian (tra i finanziatori del film) e dalle testate israelo-palestinesi +972 Magazine e Local Call, il documentario dà voce a 24 membri dell’intelligence dell’IDF, intervistati da Abraham di notte sui tetti di Tel Aviv e protetti da alterazioni digitali dell’immagine. Alle agghiaccianti spiegazioni sulle operazioni di uccisione a distanza guidate dall’intelligenza artificiale si affiancano un’analisi cauta della psicologia dei soldati e un inquadramento storico degli sforzi di Israele in materia di costruzione della nazione e occupazione.

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Benché questi dettagli fossero già circolati, questo film conciso, della durata di 80 minuti, li rende visivamente in modo particolarmente potente e contribuirà ad amplificare la tesi, ormai ampiamente condivisa, che Israele stia commettendo un genocidio contro i civili di Gaza, al di là della sua caccia a Hamas. Si parte dalla definizione del titolo del film: NAZA, acronimo di Nezek Agavi in ebraico, indica il numero di persone presenti uccise come danno collaterale, escludendo quindi i bersagli principali legati ad Hamas. Ma è solo svelando i meccanismi con cui l’intelligence penetra nelle telecomunicazioni di Gaza e considera vite reali e infrastrutture come spazi da neutralizzare e rioccupare che comprendiamo come queste atrocità possano essere compiute in modo tanto efficiente. Gli intervistati spesso si dilungano tracciando schemi su un pezzo di carta: informazioni tanto compromettenti che alcuni dettagli devono essere sfocati.

I telefoni dei militanti sono il primo anello della catena: l’attività su un singolo dispositivo può essere riconosciuta in altri sulla rete tramite un programma di IA chiamato Lavender. I bersagli vengono quindi colpiti a casa, con la famiglia di solito tutt’intorno, e non in combattimento. In alcuni casi, i telefoni contrassegnati dal sistema non appartengono in realtà ai militanti, e interi edifici sono stati rasi al suolo per errore. È sconvolgente rendersi conto di queste conseguenze dell’automazione, quando viene impiegata a questo scopo, con una guerra alimentata dall’IA che preannuncia danni maggiori e più irreversibili di quelli che possiamo infliggere senza il suo ausilio.

Agli operatori israeliani vengono poi poste domande ancora più scomode: sono persone che hanno visto la generazione dei nonni tentare di elaborare e spiegare l’impenitente omicidio di massa perpetrato dai nazisti, con il grido di “Mai più” a risuonare nelle comunità ebraiche di tutto il mondo. “Continuo a considerare quei nazisti come il male. Ma io che cosa sono?”, dice uno degli intervistati. Le immagini firmate da Szor, principale direttrice della fotografia, offrono una risposta obliqua, insieme a direttive tratte da dichiarazioni ufficiali del governo secondo cui “tutti gli abitanti di Gaza sono terroristi”. Tel Aviv, negli ultimi anni – fatta eccezione per qualche sporadico allarme per i razzi – appare serena, elegante e sicura; eppure, forse, è l’ambiente ideale per fingere che un’atrocità non stia avvenendo a circa 45 miglia di distanza. Con i governi internazionali che questa settimana impongono finalmente sanzioni sui beni prodotti negli insediamenti in Cisgiordania, a Israele – anche grazie a documentari come NAZA – viene lanciata la sfida di non ignorare ciò che ha perpetrato.

NAZA è una produzione britannica realizzata da JW Films, in associazione con Placeholder Films e Unseen Hand, e con il sostegno di The Guardian. mk2 Films ne gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)


Photogallery 10/09/2026: Venice 2026 - NAZA

11 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Yuval Abraham, Rachel Szor
© 2026 Fabrizio de Gennaro for Cineuropa - fadege.it, @fadege.it

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