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SAN SEBASTIAN 2026 Concorso

Recensione: Ghost Song

di 

- La tragedia-fantasy agrodolce ambientata ad Amburgo di Fatih Akin mostra apertamente il proprio cuore, trasformando una storia d’amore adolescenziale e soprannaturale da fiaba in qualcosa di più

Recensione: Ghost Song
Eren M. Güvercin e Mariam Dawoud in Ghost Song

Sincere congratulazioni vanno rivolte a Fatih Akin, che ha saputo scovare con grande intuito due tra i più affascinanti giovani attori del mondo di lingua tedesca, affidando loro i ruoli di due amanti osteggiati dal destino nel suo ultimo film. Ghost Song (intitolato semplicemente Geister, ovvero “Fantasmi”, in tedesco), che ha inaugurato San Sebastian ed è in lizza per la Conchiglia d'oro, è molto più di una semplice pellicola in bianco e nero con protagonisti di bell'aspetto. Tuttavia, la loro presenza contribuisce indubbiamente a conferire una sorta di aura fiabesca a quest'opera – a tratti melodrammatica ma di una sincerità quanto mai apprezzabile – del regista tedesco già vincitore dell'Orso d'oro, qui affiancato in fase di sceneggiatura da Ruth Toma.

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Faris e Farasha si incontrano a una festa di diploma delle superiori vicino alla cima della Heinrich Hertz Tower di Amburgo e scatta subito l’intesa, tanto da fissare un primo appuntamento per il giorno dopo. Quando i due, insieme ai rispettivi migliori amici, si infilano in un’auto per tornare a casa, l’auto sterza per evitare un camion attraversando un bizzarro cantiere stradale (il modo peggiore di morire: a causa di una confusa Baustelle), precipitando da un ponte e finendo in acqua. Farasha è l’unica vittima tra i quattro, e comincia a far visita a Faris nei sogni, per un periodo stabilito di 40 giorni. Il giovane è abbagliato dalla promessa della sua amata e diventa sempre più impaziente di ricongiungersi con Farasha, che alimenta la sua spirale oscura.

Akin sfrutta il tessuto urbano di Amburgo a proprio vantaggio, trovando luoghi architettonicamente audaci dove filmare la coppia durante le loro sortite romantiche notturne. La fotografia di Frank Griebe (noto soprattutto per le collaborazioni con Tom Tykwer) mette in campo ogni sorta di movimenti di macchina inattesi, con un’enfasi sulla rotazione attiva della macchina da presa, come a trasportarci in un altro regno. Un leitmotiv inquietante ed estremamente efficace firmato da Malakoff Kowalski (autore della colonna sonora originale) resta come un tormentone e si manifesta ovunque: suonerie di telefono, fischi diegetici, archi cupi, fiati evanescenti e toni gravi degli ottoni.

L’attore tedesco Eren M Güvercin – con un sorriso abbagliante e irresistibile – interpreta Faris, e la rifugiata di origine siriana residente in Austria Mariam Dawoud dà vita a Farah, alias Farasha, al suo primo ruolo sullo schermo; quest’ultima riesce a trasformare alcuni dei momenti più ridondanti del film in una tenerezza sincera. I sogni e il soprannaturale filtrano nella realtà: frammenti delle fantasticherie notturne di Faris si manifestano in modo tangibile e viceversa. Il regista inserisce momenti di leggerezza attraverso guizzi ludici, ricordandoci, forse, che si tratta pur sempre di un film su giovani adulti innamorati.

Akin scandisce il passare del tempo attraverso strani e bellissimi collage di Nathalie David – accompagnati da una menzione di che giorno su 40 è – che fonde stili diversi per lasciarci un’impronta indelebile. Sebbene la storia di Faris e Farasha possa sembrare di poco conto se pensata nei termini di un’epopea romantica, il regista alza la posta con una sincerità scrupolosa, prendendo la loro relazione sul serio quanto qualsiasi altra. Riecheggia, spiritualmente, la celebre battuta di Ritratto della giovane in fiamme ("Non pentirti; ricorda") nel tentativo di restare fedele alla scintilla catturata quella notte nella torre della televisione. Qualcuno potrà dire che Ghost Song è melenso, ma è bello vedere anime messe a nudo in un momento in cui tutto ruota attorno alla messa in scena di qualcosa di presumibilmente elevato.

Ghost Song è una produzione tedesca di Bombero International GmbH & CO KG, coprodotta da Warner Bros Film Productions Germany e Rialto Film GmbH. Beta Cinema detiene i diritti per le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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