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SAN SEBASTIÁN 2026 Concorso

Recensione: Brace Your Heart

di 

- Il terzo lungometraggio di Amanda Kernell pone la lotta per l'indipendenza di una giovane donna sámi al centro di un racconto misurato di amore, trauma e resilienza

Recensione: Brace Your Heart
Elli Sara Valkeapää in Brace Your Heart

Il cinema sámi continua a guadagnare visibilità internazionale e ora un altro titolo proveniente da Sápmi è approdato al Festival di San Sebastian e al Festival di Toronto. Presentato in Concorso ufficiale al primo e nella sezione Platform al secondo, Brace Your Heart è il terzo lungometraggio della regista svedese-sámi Amanda Kernell. Ambientato in un remoto villaggio sámi tra le montagne, segue la ventenne Ejva (interpretata da Elli Sara Valkeapää), che eredita la mandria di renne del defunto padre e deve imparare a mantenerla prospera mentre si muove tra le aspettative della comunità che la circonda.

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Tra i membri di questa comunità c’è Heaika (Andte Gaup-Juuso), un leader locale che sviluppa dei sentimenti per Ejva. Pur esitante, lei appare sempre più spinta ad accettare la relazione. L’arrivo del cugino di Heaika, Nejla (Vincent Niia), però, la introduce a un diverso tipo di intimità, innescando eventi le cui conseguenze incidono sia sulla sua vita emotiva sia sulla sua capacità di prendersi cura della mandria.

Kernell offre uno sguardo acuto su una società ancora plasmata da strutture patriarcali, ma al tempo stesso popolata da donne straordinariamente forti. Fondamentale, la sceneggiatura non trasforma mai questa tensione in una tesi. Resta saldamente ancorata alle realtà della vita di Ejva, resistendo a escalation melodrammatiche, al didascalismo e ai meccanismi più prevedibili delle trame sentimentali convenzionali. Relazioni, doveri e aspettative ereditate sono lasciati sovrapporsi in modo naturale, rendendo evidente sullo schermo la sua lotta per l’indipendenza.

Il film poggia soprattutto sull’interpretazione di Valkeapää. Ejva non è costruita prevalentemente tramite i dialoghi: gran parte di ciò che comprendiamo di lei emerge da silenzi, pause, espressioni del volto e dal modo in cui ascolta chi le sta attorno. Valkeapää gestisce questi registri con notevole precisione. Anche le reazioni più piccole suggeriscono quanto Ejva stia assorbendo senza articolarlo, conferendo un peso insolito a scambi altrimenti ordinari. A poco a poco, la giovane dolce e ferita diventa qualcuno di sempre più determinato a riprendere il controllo della propria esistenza, senza che la trasformazione sembri mai forzata o schematica.

Sophia Olsson firma una fotografia cristallina che adotta un approccio altrettanto misurato. A tratti osservazionale e altrove accuratamente composta, le immagini restano controllate senza orpelli visivi superflui. Il paesaggio imponente è presente, ma non consente mai di ridurre Sápmi a scenografia pittoresca; l’attenzione rimane saldamente su Ejva e sulle realtà fisiche della sua quotidianità.

La colonna sonora di Rebekka Karijord e Kristian Eidnes Andersen offre un contrappunto efficace, con i suoi passaggi vocali a cappella tra gli elementi più toccanti. Come il resto del film, accompagna piuttosto che guidare.

In definitiva, in Brace Your Heart c’è ben poco compiacimento. Kernell, invece, si affida completamente alla sua protagonista e alla sua interprete per reggere il peso emotivo. Ne risulta un ritratto delicato e sicuro di una giovane donna che dal dolore e dall’incertezza approda, con fatica, alla capacità di determinare il corso della propria vita.

Brace Your Heart è una coproduzione svedese-norvegese-danese-islandese-bulgara prodotta da Nordisk Film Production in coproduzione con Forest People, Compass Films, Invictus, Nordisk Film Production Denmark, Filmpool Nord, SVT e Film i Väst. Le vendite internazionali del film sono curate da TrustNordisk.

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(Tradotto dall'inglese)

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