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SAN SEBASTIÁN 2026 New Directors

Recensione: Bloques erráticos

di 

- Nel suo primo lungometraggio, il cileno Thomas Woodroffe propone una suggestiva rilettura delle immagini girate da Paul Castelnau nella Terra del Fuoco agli inizi del XX secolo

Recensione: Bloques erráticos
Denis Lavant in Bloques erráticos

La sezione New Directors del Festival di San Sebastian è una vetrina privilegiata in cui, anno dopo anno, si riuniscono nuove e diversissime voci del panorama cinematografico mondiale. Quest’anno una di queste voci è quella del cileno Thomas Woodroffe, che esordisce nel lungometraggio con Bloques erráticos, una delle proposte più radicali, uniche e stimolanti della selezione.

Il film, o il poema audiovisivo, o il saggio filosofico sulla decolonizzazione - perché la proposta di Woodroffe è un po’ tutto questo - ruota attorno alla figura del geografo francese Paul Castelnau, un esploratore che nel 1925 percorse la regione della Terra del Fuoco, documentando usi e costumi dei suoi abitanti. In Bloque erráticos, il fantasma di quest’uomo si ridesta e si impossessa del corpo di un tecnico della manutenzione interpretato da Denis Lavant. Si tratta di un lavoratore impegnato a riparare l’aria condizionata di un archivio cinematografico, luogo che custodisce la pellicola girata da Castelnau.

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Adottando la misteriosa modalità di spostamento tipica dei fantasmi, ci immergiamo in un viaggio attraverso l'affascinante geografia della Terra del Fuoco, accompagnati in ogni momento dall’ipnotica voce di Lavant-Castelnau, che intreccia riflessioni passate, presenti e future sulle idee che questi paesaggi e i loro abitanti risvegliano nella sua memoria. Diciamolo: la proposta di Woodroffe è una visione impegnativa che richiede l’attenzione e la partecipazione dello spettatore. Sebbene ciò possa allontanare il grande pubblico, la natura peculiare del film ne farà certamente un'opera preziosa per molti cinefili.

Al di là della forza estetica delle immagini e dei suoni che scorrono sullo schermo e della ricchezza intellettuale e poetica del discorso del narratore, il film trae il proprio valore dal gioco metacinematografico in atto. Il fantasma di Castelnau scopre che la sua opera giace dimenticata in un ripostiglio sotterraneo e che il giudizio espresso dallo sguardo del presente è tutt'altro che benevolo. Recuperando il suo lavoro, Woodroffe sembra voler riflettere sulla trascendenza della creazione artistica e cinematografica, ma anche sulla sua transitorietà e fragilità di fronte all’inesorabile scorrere del tempo.

Nel tornare a occuparsi di Castelnau, il regista cileno non sembra voler rendere omaggio alla sua figura, né tantomeno intende denigrarla. Woodroff dimostra comprensione – e, in un certo senso, empatia – nei confronti dell'opera, il che non significa tuttavia che il film manchi di spirito critico o rinunci a tentare, in qualche modo, di regolare i conti. In ultima analisi, i veri protagonisti sono gli esseri umani apparsi davanti all'obiettivo del viaggiatore francese nel primo quarto del secolo scorso: persone ritratte attraverso la lente del pregiudizio e di un senso di superiorità, che Castelnau non seppe comprendere nella loro ricchezza e complessità e che Bloques erráticos mostra sotto una nuova luce; una luce che forse preannuncia l'avvento di un futuro più ricco di speranza.

Bloques erráticos è una produzione di Fiebre (Cile), La Belle Affaire Productions e Un Puma (Argentina). Le vendite internazionali sono affidate a MPM Premium.

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(Tradotto dallo spagnolo)


Photogallery 23/09/2026: San Sebastian 2026 - Erratics

8 immagini disponibili. Scorri verso sinistra o destra per vederle tutte.

Thomas Woodroffe
© 2026 Dario Caruso for Cineuropa - @studio.photo.dar, Dario Caruso

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