SAN SEBASTIAN 2026 New Directors
Recensione: Esta soledad
- Il primo lungometraggio di Javier Giner è il ritratto di due persone ferite la cui rottura funge da catalizzatore, riaprendo tutte le loro ferite

Due anni fa, Javier Giner ha lasciato un segno importante nel panorama audiovisivo spagnolo con l'uscita della sua serie Yo, adicto. In essa adattava le proprie memorie, in cui raccontava con crudezza e brutale onestà il suo percorso di dipendenza dalla cocaina e la successiva riabilitazione. Ora torna a collaborare con Oriol Pla e Marina Salas, protagonisti di quella serie, per il suo esordio nel lungometraggio con Esta soledad, presentato nella sezione New Directors del Festival de San Sebastian.
Il film è la storia di una rottura o, per essere più precisi, delle conseguenze di una rottura. Leo (Pla) e Lorea (Salas) sono due giovani di Bilbao che hanno preso strade diverse dopo essersi amati molto e a lungo. Nel film non li vediamo quasi mai insieme e, nonostante ciò, siamo pienamente consapevoli di quanto siano stati e forse continuino a essere importanti l’uno per l’altra.
Entrambi sono persone che nella vita si trovano un po’ alla deriva. In parte per il dolore della separazione, ma soprattutto per la frustrazione di non sentirsi in grado di trovare il proprio posto nel mondo. Leo è attore e aspira a vivere della sua arte, ma nel frattempo deve sbarcare il lunario come cassiere in un supermercato. Lorea ha scritto un libro e vorrebbe che la scrittura diventasse il suo mestiere, ma finché non ci riesce serve da bere in un bar. Questa è un’altra delle circostanze che rendono l’esistenza di questa ex coppia un po’ in salita, ma non l’unica. A ciò si aggiungono rapporti familiari complicati e complessi, con perdite, silenzi e incomprensioni che, pur intensi e peculiari, non sono molto diversi da quelli che deve sopportare qualunque altro essere umano.
Esta soledad è un ritratto emotivamente esaustivo; vediamo i protagonisti in tutta la loro complessità, con tutte le loro sfaccettature. Forse il maggior merito del lavoro di Giner è la sua capacità di creare personaggi per i quali prova senza dubbio un grande affetto, ma con i quali non è indulgente in alcun momento. La sceneggiatura, co-scritta con Luisa Martínez, ritrae due esseri umani che sbagliano, cercano di dare il meglio di sé, lottano per restare in piedi e — una volta subito il colpo — fanno tutto il possibile per rialzarsi. In questo percorso, non tutto ciò che dicono o fanno è piacevole o ammirevole, ma è riconoscibile e, anche solo con un minimo di empatia, molto facile da comprendere.
A tutto ciò si aggiunge il lavoro di un cast straordinario, guidato dalle interpretazioni di Pla e Salas, meritevoli di ogni elogio. Giner aveva già dimostrato nel suo lavoro precedente di essere un grande direttore di attori. Ora che torna con un materiale più distante dalla sua storia personale, ma molto vicino alla sua realtà sotto molti aspetti, dimostra che il suo talento è rimasto intatto. Esta soledad è la conferma di una voce interessantissima destinata a far parlare di sé.
Esta soledad è una produzione di Balance Media Entertainment, La embajada TV, Basajaun Filmak. Filmax si occupa delle vendite internazionali.
(Tradotto dallo spagnolo)
Photogallery 24/09/2026: San Sebastian 2026 - Esta soledad
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