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LECCE 2026 Premi

“Spazio ai giovani”: ecco i 5 finalisti del 17mo Premio Mario Verdone

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- Il riconoscimento riservato a un autore italiano di opera prima sarà consegnato al 27mo Festival del Cinema Europeo di Lecce, in programma dal 7 al 14 novembre

“Spazio ai giovani”: ecco i 5 finalisti del 17mo Premio Mario Verdone
Cattiva strada di Davide Angiuli

“Il cinema, ora, è in mano ai giovani”. È stato il tema del ricambio generazionale a dominare la presentazione, a Roma il 23 settembre, della 17ma edizione del Premio Mario Verdone, il riconoscimento che dal 2009 ha come missione quella di mettere in luce gli autori italiani alla loro opera prima. Un’esigenza sottolineata dal regista, sceneggiatore e attore italiano Carlo Verdone, che ha richiamato la necessità per l’industria italiana di offrire maggiori opportunità ai nuovi autori e interpreti, in un momento in cui, a suo avviso, si tende ancora a puntare sempre sugli stessi nomi.

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Carlo Verdone, che insieme alla sorella Silvia e al fratello Luca assegna ogni anno il premio intitolato al padre, critico cinematografico e storico del cinema, ha introdotto così l’annuncio della cinquina finalista di quest’anno, selezionata dal direttore del Festival del Cinema Europeo di Lecce, Alberto La Monica, e dal SNGCI, presieduto da Laura Delli Colli. In gara ci sono Cattiva strada di Davide Angiuli; Strike - Figli di un’era sbagliata di Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico; Il primo figlio di Mara Fondacaro; Tienimi presente di Alberto Palmiero e Notte prima degli esami 3.0 di Tommaso Renzoni. Il vincitore sarà proclamato durante il weekend conclusivo della 27ma edizione del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dal 7 al 14 novembre.

Per Alberto La Monica, il Premio Mario Verdone rappresenta una delle espressioni della vitalità del cinema italiano e condivide con il Festival del Cinema Europeo la ricerca di nuovi sguardi sul presente. “Il Premio dimostra la creatività e la capacità del cinema italiano di proporre nuove storie”, ha dichiarato a Cineuropa il direttore, sottolineando la stessa attenzione del Festival – il cui programma sarà annunciato nelle prossime settimane – verso “storie europee contemporanee, originali e interessanti, capaci di raccontare e far conoscere meglio le realtà da cui provengono”.

La Monica ha inoltre ribadito il ruolo della manifestazione leccese nella promozione del cinema del Vecchio Continente. “Contrastare l’egemonia del cinema americano e offrire visibilità al cinema europeo è un lavoro essenziale”, ha sottolineato, ricordando il percorso di “un festival indipendente che, nonostante le difficoltà legate alla sua organizzazione, ha costruito negli anni una solida credibilità presso produttori e distributori internazionali, oltre che presso pubblico e critica”.

Tra i vincitori delle edizioni più recenti del Premio Mario Verdone si ricordano, fra gli altri, Roberto De Paolis per Cuori puri (quest’anno il regista era a Venezia con l’apprezzatissimo Serpenti), Damiano e Fabio D’Innocenzo per La terra dell’abbastanza (anche loro al Lido quest’anno come co-sceneggiatori dello stesso Serpenti), Margherita Vicario per Gloria! (premiata poi ai David di Donatello con tre statuette) e, l’anno scorso, Greta Scarano per La vita da grandi (successivamente vincitrice dell’European Young Audience Award EFA 2026).

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