SAN SEBASTIAN 2026 New Directors
Recensione: The World Before
- Nel suo secondo lungometraggio, la regista coreana Yoon Dan-bin racconta una storia di risveglio adolescenziale che funge anche da ritratto multigenerazionale di un luogo unico

L’adolescenza è quel periodo della vita che a tutti piace ricordare ma che quasi nessuno vorrebbe rivivere. È l’età che attraversa Jin, la tenera e luminosa protagonista di The World Before, secondo lungometraggio della cineasta sudcoreana Yoon Dan-bin, che si è appena aggiudicato una menzione speciale nella sezione New Directors del Festival di San Sebastian, dopo essere stato presentato nella sezione Platform di Toronto.
La storia ha luogo in una piccola isola remota in cui il tempo sembra essersi fermato. La prima volta che incontriamo la nostra protagonista (Sim Su-bin), la vediamo accompagnare un’anziana donna che sembra disorientata. Jin la accompagna a casa e finisce per cenare con lei. Pur non essendo parenti, tra le due c’è un’evidente complicità e ogni gesto che si scambiano trasmette tenerezza. Questa sorta di piccolo prologo pone le basi di ciò che sarà il resto del film: un esercizio pacato di osservazione in cui il quotidiano e l’apparente insignificanza acquistano una dimensione magnifica.
Il film procede e in ogni momento seguiamo Jin alla scoperta dell’isola in cui tutto accade. E ciò che accade, principalmente, è che, dopo la morte dell’anziana che la ragazza accompagnava all’inizio, la monotonia del luogo viene scossa dall’arrivo di Dujae (Kim Eo-jin). È il nipote della donna, un ragazzo che viveva da anni a Seul e che torna per assistere al funerale. E più che il placido scorrere della vita sull’isola, che sembra inalterabile, a essere turbata è la realtà emotiva della giovane. Pur senza troppi clamori e sempre in modo sottile, sin dall’inizio è evidente che quella presenza nuova ha un effetto profondo su Jin.
Il rapporto tra i due giovani, con l’evidente attrazione e l’interesse che lui suscita in lei e l’atteggiamento enigmatico e un po’ spiazzante di lui, è il principale punto d’interesse di quanto viene raccontato, ma non l’unico. Attraverso questo racconto di scoperta e risveglio, la macchina da presa di Dan-bin offre un ritratto splendido di un luogo unico. Un luogo pieno di bellezza e apparente armonia, i cui abitanti però non sono estranei alle complicazioni che la vita comporta in qualunque angolo del pianeta per qualunque essere umano. In questo equilibrio tra ciò che è profondamente intimo e intrasferibile e l’universalità dei sentimenti che attraversano i protagonisti risiede gran parte della forza di questo bel film. Costruito attraverso gesti sottili, lunghe inquadrature d’osservazione e una composizione visiva in cui i corpi si fondono con la bellezza del paesaggio naturale, The World Before finisce per erigersi a opera complessa, dotata di un’evidente sensibilità e di una saggezza e un’intelligenza appannaggio di pochi cineasti.
The World Before è una produzione di Cheonggaw (Corea del Sud), Humanite CO. Ltd. (Giappone) con la partecipazione della francese Comme des cinemas. M-appeal ne cura le vendite internazionali.
(Tradotto dallo spagnolo)
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