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ROMA 2026

La Festa del Cinema di Roma svela il programma della 21ma edizione

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- Dal 13 al 25 ottobre, la manifestazione capitolina propone 18 film in concorso e un ricco programma tra le sezioni Grand Public, Freestyle, Best Of, omaggi e restauri

La Festa del Cinema di Roma svela il programma della 21ma edizione
Giorni felici di Susanna Nicchiarelli

“Una festa sempre più metropolitana, il cui ruolo non è tanto quello di orientare, bensì di offrire il maggior numero di scelte possibili. Un dovere che abbiamo soprattutto nei confronti dei più giovani, per aiutarli ad avere una visione plurale e critica del mondo”. Con queste parole il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, ha aperto la presentazione ufficiale della 21ma edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica e in molti altri luoghi della capitale. Come preannunciato, a inaugurare la manifestazione sarà il nuovo film di Paolo Genovese, Il rumore delle cose nuove (leggi la news).

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È toccato poi alla direttrice artistica Paola Malanga illustrare nel dettaglio il ricco programma di quest’anno (150 titoli da 55 paesi), a partire dal cuore del festival, il Concorso Progressive Cinema. I film in gara sono 18, di cui sei diretti da registe. Tra i titoli più attesi figura Giorni felici, diretto da Susanna Nicchiarelli e tratto dalla graphic novel di Zuzu, con Carlotta Gamba protagonista nei panni di una ragazza come tante, che quando è eccitata o arrabbiata si trasforma in una strana creatura. Attesi anche gli altri titoli italiani in concorso, Mustang, in cui Kasia Smutniak racconta il lungo percorso della regista per realizzare una scuola nell’omonima regione in Nepal, e Brianza di Simone Catania, ambientato nel 2009 e ispirato a un fatto realmente accaduto, racconta di un’armeria di famiglia sommersa dai debiti che diventa il terreno di scontro tra i personaggi interpretati da Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon.

È invece un viaggio attraverso l’Europa Eurotrash di Frauke Finsterwalder, adattamento del romanzo autobiografico di Christian Kracht, con Barbara Sukowa. Il patriarcato è al centro di Skateboarding Is Not for Girls di Dina Duma, mentre Fruit Gathering di Aung Phyoe, Globo di Cristallo a Karlovy Vary, racconta l’amore tra due operaie tessili. La migrazione al femminile è al centro di Ceniza en la boca, quarto film da regista di Diego Luna, selezionato a Cannes. Vengono da Cannes anche Ulya di Viesturs Kairiss, già vincitore del Progressive Cinema 2022, Dua di Blertha Basholli, I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, Yesterday, the Eye Did Not Sleep di Rakan Mayasi e Congo Boy di Rafiki Fariala. Il concorso presenta inoltre l’esordio alla regia del danese Mads Mengel, The Guest, con Trine Dyrholm, premiato anch'esso a Karlovy Vary; Sants di Mikel Gurrea, con Victoria Luengo, Voilà, c’est fini di Gustave Kervern, e il documentario Closure di Michal Marczak. Chiudono due titoli statunitensi: I Love Boosters di Boots Riley, con Demi Moore, e The Life and Death of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson.

Tra le opere prime in programma, a cui la Festa riserva un premio speciale, spiccano 7 anniversari di Sabrina Iannucci, con Benedetta Porcaroli; Cambogia di Valerio Lundini, Clementine Orange di Lisa Forslund, in anteprima mondiale; Bloques erráticos di Thomas Woodroffe, The Patron di Julia Thelin, Lady di Olive Nwosu e The State of Us di Jake Harvey. In gara per il premio al miglior documentario figurano invece, fra gli altri, Un hiver russe di Patric Chiha, The Secret Reading Club of Kabul di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen, To Hold a Mountain di Biljana Tutorov e Petar Glomazić, La stanza degli altri di Enrico Maisto.

La sezione Grand Public riunisce anche quest’anno alcuni dei film internazionali più attesi dell’autunno, tra cui Klara and the Sun di Taika Waititi con Jenna Ortega; Elsinore di Simon Stone con Andrew Scott; A Talent for Murder di Anton Corbijn con Helen Mirren; e due anteprime mondiali: Le Fantôme de l’Opéra di Alexandre Castagnetti con Deva Cassel, e Me, You di Bille August, tratto da Erri De Luca. Tra i titoli italiani di maggior interesse, È andata così di Gianni Zanasi, Il ministero dell’amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, Noi, un po’ meglio di Daniele Luchetti, Il profilo dell’altra di Francesco Bruni. Completano il programma la sezione non competitiva Freestyle, composta da titoli di formato e stile liberi, suddivisa nelle categorie Film, Arts e Serie; Best Of, che raccoglie alcuni dei titoli emersi nei principali festival internazionali; infine, omaggi e restauri.

Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera, che gli sarà consegnato da Paolo Sorrentino in occasione della proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen. L’Industry Lifetime Achievement Award, il premio alla carriera alle più importanti personalità dell’industria cinematografica globale, andrà quest’anno alla produttrice cinematografica londinese Tessa Ross (Billy Elliot, La zona d’interesse, Ink, fra gli altri).

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