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FILM / RECENSIONI Italia

Recensione: Eva

di 

- Emanuela Rossi realizza un thriller psicologico sospeso tra fiaba e mitologia, trasformando l’ecoansia in una parabola inquietante sul rapporto tra adulti, natura e futuro dei bambini

Recensione: Eva
Edoardo Pesce e Carol Duarte in Eva

“I bambini stanno male, voi non li ascoltate”. È la singolare risposta che Eva dà a un poliziotto che le chiede perché abbia appena dato fuoco a un intero campo di girasoli. Una frase che condensa fin da subito la rabbia e il senso di urgenza al centro dell’opera seconda di Emanuela Rossi, ma anche la convinzione che dietro l’apparente follia di una donna possano nascondersi domande alle quali la società preferisce non rispondere.

Dopo aver confinato i suoi personaggi tra le mura domestiche in Buio, il suo film precedente, con Eva (prima mondiale in concorso al 43° Torino Film Festival e adesso proiettato al Festival do Rio) la regista porta la cinepresa all’aperto, nel paesaggio umbro di boschi, laghi e campi, trasformando la natura in una presenza drammaturgica. È un ambiente apparentemente incontaminato, ma attraversato dai segni di un mondo malato: acque contaminate, alghe rosse, pesticidi, immagini televisive di disastri ambientali.

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Eva (l’attrice brasiliana Carol Duarte, protagonista di La vita invisibile di Euridice Gusmão e co-protagonista di La Chimera) vive ai margini della società e sembra avere una missione: cercare bambini. Li incontra nei luoghi più disparati (siti turistici, centri commerciali, spiagge) e le basta incrociarne lo sguardo perché tra loro si stabilisca una misteriosa fiducia. Chi sia veramente questa donna e cosa accada ai bambini dopo il loro incontro rimane a lungo avvolto nel mistero, alimentando una tensione da thriller che progressivamente lascia spazio a una dimensione fantastica e quasi metafisica.

L’incontro con Nicola (Tommaso Zoppi), figlio di Giacomo (Edoardo Pesce), modifica però il corso della sua missione. Il bambino vive con il padre in un casale isolato, circondato dalle api, che Giacomo considera sentinelle dell’ambiente: se il luogo è contaminato, muoiono o scappano. È forse la metafora più limpida del film, poiché nelle api si individua un sistema di allarme naturale che gli esseri umani sembrano aver smesso di ascoltare. Nicola si lega immediatamente a Eva, riconoscendo in lei una figura materna, mentre il padre tenta di proteggerlo costruendo intorno a lui una sorta di bolla di sicurezza. Ma anche quel piccolo paradiso è destinato a rivelarsi illusorio.

Rossi costruisce così un film ibrido, nel quale realtà e allucinazione finiscono per contaminarsi. I campi di girasoli si tingono di sangue, le acque assumono colori inquietanti e gli elementi naturali sembrano dotati di una sensibilità propria. La fotografia di Luca Bigazzi rende il paesaggio una presenza ambigua, ora accogliente ora minacciosa, mentre le musiche di Pasquale Catalano ne sottolineano la componente perturbante. Al centro, una Carol Duarte magnetica, capace di conferire a Eva un’alterità fisica e insieme vulnerabile. Il suo personaggio oscilla tra una profetessa e una creatura aliena, mentre Edoardo Pesce le fa da contrappunto come padre amorevole che, proprio nel tentativo di controllare ogni pericolo, non riesce a vedere ciò che sta accadendo.

Nel complesso, il film parte da un mistero efficace, costruendo attorno a Eva un personaggio enigmatico e una missione di cui lo spettatore conosce progressivamente i contorni. Ma, con l’avanzare della storia, gli elementi simbolici e metafisici finiscono per sovrapporsi, rendendo sempre meno leggibile il percorso della protagonista. Ciò che emerge è una parabola sull’incapacità di vedere, ma, nel tentativo di tenere insieme thriller, allegoria ecologista e racconto fantastico, finisce per complicare la propria traiettoria narrativa. Eva vede ciò che gli altri ignorano e diventa così una figura tanto salvifica quanto inquietante. La domanda che lascia allo spettatore è semplice e tutt’altro che rassicurante: esiste ancora, in un mondo avvelenato, un luogo davvero sicuro per i bambini?

Eva è prodotto da Courier Film e coprodotto da Tarpini Production.

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