Recensione: Il rumore delle cose nuove
- Paolo Genovese torna a esplorare i segreti delle coppie, tra bugie, desideri inconfessabili e violenza domestica, in un racconto corale sulle verità che possono incrinare anche i legami più solidi

I segreti e i non detti all’interno delle coppie possono avere mille sfumature, e Paolo Genovese sembra intenzionato a esplorarle tutte. Se in Perfetti sconosciuti andava a rovistare nei segreti nascosti nei telefoni cellulari, e in FolleMente entrava addirittura nelle menti dei suoi due protagonisti per rivelare ciò che non si ha il coraggio di dire, ne Il rumore delle cose nuove, il suo nuovo film scelto come titolo d’apertura della 21ma Festa del cinema di Roma, il regista si confronta con i segreti dell’anima, ossia con quelle cose che decidiamo di tenere nascoste e che non condividiamo con nessuno, un po’ per quieto vivere e un po’ perché effettivamente inconfessabili. E visto che, mentre viene lanciata questa sua nuova fatica, tratta dall’omonimo romanzo scritto di suo pugno, Genovese ha già in cantiere il sequel di FolleMente (le riprese cominciano in questi giorni), si prevede che in occasione della sua prossima uscita al cinema si tornerà a parlare ancora una volta di relazioni e di desideri nascosti. Ma, per ora, concentriamoci su Il rumore delle cose nuove.
In scena ci sono tre coppie che, in modi diversi, vivono nella menzogna per difendere la loro comfort zone. Tutti nascondono all’altro qualcosa: un secondo lavoro, una maternità equivoca, un’attività illecita, una pillola contraccettiva presa a tradimento. Il film si muove così tra segreti e fragilità, mostrando come le bugie, inizialmente concepite per preservare una situazione rassicurante, finiscano per trasformarsi in gabbie. Un terreno, quello delle coppie in cui la verità è una minaccia per l’equilibrio domestico, che Genovese conosce bene, ma che qui assume tonalità più drammatiche.
A sottolineare questa dimensione claustrofobica contribuisce la fotografia livida di Fabrizio Lucci. Soprattutto nella prima parte, il frequente ricorso al fuori fuoco e a inquadrature che isolano i personaggi dal contesto restituisce visivamente la loro solitudine. Anche i flashback assumono una qualità straniante: il passato non è uno spazio di riconciliazione, ma il luogo in cui sono rimaste sepolte le verità che nessuno vuole riportare alla luce.
È però nel personaggio di Alba, interpretata da Emanuela Fanelli, che il film trova il suo nucleo più interessante. Accanto a Umberto (Edoardo Pesce), uomo che si dedica alla clownterapia con i bambini oncologici e che nella vita privata rivela un volto profondamente diverso, Alba vive una relazione segnata dalla violenza domestica. Non ci sono necessariamente lividi da mostrare: è soprattutto la violenza psicologica a minare la sua percezione di sé, e Fanelli dà vita a un personaggio tenero, quasi infantile, ma con una sua forza interiore, mai riducibile alla sola condizione di vittima.
Meno incisive risultano le altre due coppie. Viola (Claudia Pandolfi), frustrata sul piano professionale, riversa le proprie insicurezze in una rete di menzogne ai danni del marito Ralph (Lino Musella), figura affettuosa e accudente. Andrea e Andreina (Stefano Accorsi e Vittoria Puccini) completano il mosaico di desideri repressi e verità taciute, mentre il personaggio interpretato da Claudio Santamaria incarna un’altra forma di prigionia: quella di chi, dopo essersi chiuso nel dolore, teme di riaprire la porta sul mondo.
Genovese torna a esplorare le crepe che attraversano le relazioni, ma il meccanismo del racconto corale, con esistenze apparentemente distanti destinate a incrociarsi, è ormai ampiamente frequentato e non sempre riesce a generare autentica sorpresa o coinvolgimento emotivo. Ne risulta un’opera che fatica a sottrarsi alla sensazione di déjà-vu, lasciando irrisolta la tensione tra l’ambizione di indagare le zone più oscure delle relazioni e la difficoltà di avvicinare lo spettatore alle vicende dei protagonisti.
Il rumore delle cose nuove è prodotto da Lotus Production con Rai Cinema, in associazione con Vice Pictures. Il film esce nelle sale italiane il 12 novembre con 01 Distribution. Le vendite estere sono affidate a Rai Cinema International Distribution.
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