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CANNES 2005 Semaine de la Critique

The great ecstasy of Robert Carmichael : Thomas Clay Choc

di 

Ha 26 anni e un look alla Stanley Kubrick: il regista inglese Thomas Clay ha fatto colpo alla Semaine de la Critique dove ha presentato ieri il suo primo film The great ecstasy of Robert Carmichael. Dando prova di una grande maturità visiva, anche grazie al lavoro del direttore della fotografia Yorgos Arvanitis, Thomas Clay ha provocato repulsione in una parte del pubblico per la violenza gratuita e quasi insostenibile dell'epilogo del film. Malgrado tutto, la minuziosa descrizione della spirale della droga e della noia che avvolge tre adolescenti di una piccola città della costa inglese, e in particoalre il personaggio introverso Robert Carmichael, fino a un'azione finale mostruosa, rivela un autore dal talento eccezionale.

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Mescolando numerose influenze ben assorbite (Arancia meccanica, Cane di paglia, Boogie Nights, Michael Haneke, Ken Loach e altri autori come Clouzot che viene citato), il regista tenta una accostamento metaforico tra le guerre su grande scala - la seconda guerra mondiale e l'Iraq - e la violenza individuale esplosiva alimentata dalla frustrazione. Un parallelo discutibile sulla frontiera tra bene e male che tuttavia funziona alla perfezione grazie al senso cinematografico di Thomas Clay che gioca a meraviglia con la dilatazione dei tempi costruendo i suoi personaggi gradualmente. Un universo realista trattato attraverso un approccio molto personale con delle bellissime inquadrature che si conclude con un dibattito sulla violenza sostenibile sul grande schermo, un tema prolungato ieri dal film in concorso di David Cronenberg, History of violence.

Prodotto dalle società britanniche Boudu Films e Pull Back Camera, The great ecstasy of Robert Carmichael è venduto all'estero dalla francese Wild Bunch.

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(Tradotto dal francese)

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