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I festival in cerca di nuovi talenti

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I festival in cerca di nuovi talenti

I festival servono a scoprire nuovi talenti? La domanda ha animato un dibattito cui hanno preso parte, ieri a Roma, i direttori delle sezioni indipendenti di Cannes, Venezia e Berlino. L'incontro si è svolto presso l'Accademia di Francia in concomitanza con la decima edizione della rassegna "Le Vie del Cinema da Cannes a Roma", che porta a Roma, Milano e Bologna una selezione del 58° Festival di Cannes.

Secondo il direttore artistico di "Cannes a Roma", Georgette Ranucci, il cinema di qualità ha perso terreno in Italia, anche al box office. In Francia la situazione è meno drammatica e Olivier Pere, coordinatore della Quinzaine, sostiene che "i selezionatori giocano un ruolo importante nel proporre i film a un pubblico più vasto, ma sono i cineasti ad assumersi il rischio più grande". Il direttore di Pesaro, Giovanni Spagnoletti, tra i consulenti del Forum berlinese, ritiene che i festival siano parte integrante della circolazione dei film. "Vento di terra di Vincenzo Marra, ad esempio, è stato visto in molti festival internazionali, anche se al botteghino non ha incassato granché".

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Tra i casi citati, quello della doppia Palma d'oro dei Fratelli Dardenne: una scoperta della Quinzaine, che propose il loro terzo film, La Promesse, nel '96. Jean-Christophe Berjon della Semaine de la Critique ha sottolineato che "è il produttore a dover scovare nuovi talenti, mentre spetta al distributore trarre il massimo dagli autori". Visione condivisa dal curatore del Forum di Berlino, Christoph Terechte: "ma i festival possono certamente contribuire a creare chance di mercato".

"I film si scoprono da soli", a parere di Giorgio Gosetti, direttore dei Venice Days. "Ma le sezioni parallele servono a provocare e stimolare il dibattito tra cineasti, spettatori e media". Mentre il nuovo delegato della Settimana della Critica di Venezia, Francesco Di Pace, ritiene che il passaggio nei festival sia "fondamentale per il futuro del film, consentendo a volte di chiudere un progetto produttivo o di trovare una distribuzione".
Cruciale una considerazione: il reference system introdotto in Italia dalla nuova legge tiene conto anche del fattore festival nell'assegnare il contributo pubblico. Un sistema, già adottato in Germania e Svizzera, che attribuisce ai selezionatori, come avverte Giorgio Gosetti, "una notevole responsabilità".

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