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ESERCENTI Italia

Crisi globale nei primi mesi 2005

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Crisi globale nei primi mesi 2005

È crisi globale per il cinema in sala che segna, nei primi cinque mesi del 2005, -14,4% in Germania, -13,9 in Spagna, -9% in Francia, -7,5 negli Usa, fa eccezione la GB con un incoraggiante -1% (+17% nel mese di giugno). Quanto all'Italia, segna un -17,8% fino al 19 giugno (-14% nei primi cinque mesi).
I dati, certo non esaltanti, sono al centro delle Giornate professionali di Cinema, tradizionale convention degli esercenti, che quest'anno si svolge a Roma, a pochi passi dal Vaticano.

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Mentre si discute di pirateria e stagione estiva che non decolla, scorrono sugli schermi i trailer su cui si concentrano le speranze di risollevare le sorti dell'industria. Bastano un paio di film azzeccati, spiegano i responsabili delle categorie, per invertire la tendenza. Manuale d'amore - riflette Walter Vacchino (ANEC) - ha resuscitato il cinema a marzo". Si spera molto dunque nel nuovo film di Roberto Benigni, La tigre e la neve, perché, come dice Richard Borg (Unidim), "un mercato non cresce senza il prodotto locale". Eventi annunciati saranno anche Natale a Miami del duo Boldi-De Sica oppure Il mio migliore nemico che riporterà insieme Carlo Verdone e Silvio Muccino, nuovi re Mida della commedia intelligente.

Si spera, certo, ma ci si interroga anche, al di là della qualità del prodotto, sulle tante possibili cause del tracollo, che vanno dalla pirateria online alla fruizione casalinga, alla recessione economica all'euro. Il ministro Rocco Buttiglione, affiancato dal Direttore Generale per il Cinema Gaetano Blandini, è schierato a fianco delle categorie e ribadisce i punti cardine del suo programma: difesa dell'eccezione culturale a livello europeo, lotta alla pirateria, sostegno alle sale. Sta lavorando, annuncia, a una direttiva europea che crei condizioni concorrenziali rispetto al cinema Usa. Intervengono anche Gianni Massaro (Anica), Alberto Francesconi (Agis) e Carlo Bernaschi (Anem) sforzandosi di trovare motivi di ottimismo, ma senza nascondere la preoccupazione: nel mese di maggio gli spettatori sono scesi a 4 milioni 728mila contro i 7 milioni del 2004. E pensare, confessa Vacchino, che abbiamo affrontato il 2005 convinti che sarebbe stato l'anno del record.

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