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FESTIVAL Belgio

King's Game, un Machiavelli venuto dal freddo

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Se già nutrivamo qualche dubbio, King's Game non fa che consolidare questa idea: la politica è spesso un terreno oscuro, dove l'ambizione può diventare un sinonimo dell'assenza di scrupoli, dove le apparenze possono essere il frutto di strategie machiavelliche. Il primo lungometraggio di Nikolaj Arcel, che venerdì sera ha aperto ufficialmente la seconda edizione del Festival del cinema europeo di Bruxelles, sembra partire da questi presupposti disincantati per costruire il racconto di una inchiesta giornalistica su uno scandalo politico danese. Proietta nei retroscena della politica e del giornalismo, senza mai proporne una lettura manichea.
Qualche giorno prima delle elezioni, il leader del partito dato come vincente nei sondaggi, ha un incidente d'auto. Il partito è in fibrillazione, malgrado l'immagine di serenità che comunica all'esterno.

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Per conoscere la verità il giornalista Ulrik Torp si deve muovere tra informazioni e controinformazioni su altri membri del partito, tra i quali Lone Kieldsen - che potrebbe diventare il primo premier donna in Danimarca - e il rivale Erik Dreier. Prendendo un'altra strada rispetto ai tipici melodrammi nordici, ai quali i film Dogma non si sono sottratti, Arcel lavora la sceneggiatura per creare un film di genere con una incursione riuscita nel thriller politico. Affidandosi alla suggestione piuttosto che alla spiegazione, il ritmo del film è molto lento, orientato più verso la storia, lasciando le contraddizioni e le angosce dei personaggi in secondo piano. King's Game non è un film fatto per far librare le potenzialità degli attori, anche se Anders W. Berthelsen, Soren Pilmark e Nastja Arcel riescono bene a trovare per i loro personaggi un giusto equilibrio tra tensione e autocontrollo.

Prodotto da Nimbus Film col sostegno del Danish Film Institute, King's Game è già passato per molti festival internazionali. Arriva ora a Bruxelles per il festival che Cineuropa seguirà giorno per giorno fino al 9 luglio. tra gli altri titoli nordici in programma, Babylon Disease di Daniel Espinosa, Dalecarlians [+leggi anche:
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di Erik Poppe, Oh Happy Day di Hella Joof e Frozen Land di Aku Louhimies.

(Tradotto dall'inglese)

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