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DISTRIBUZIONE Italia

Codice Da Vinci, le sale contro la Sony

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Condizioni di noleggio troppo pesanti. E' l'accusa degli esercenti alla Sony Pictures, che distribuisce in Italia Il Codice Da Vinci di Ron Howard.

Dopo gli strali della Chiesa cattolica, che ha invitato i fedeli a boicottare il film per i suoi attacchi all'Opus Dei, la pellicola tratta dal best seller di Dan Brown subisce ora la protesta delle sale.

"Vessare l’esercente solo perché hai in mano il film evento dell’anno equivale a sovvertire le regole" è l'opinione di Gianantonio Furlan, che gestisce una cinquantina di schermi nel Nord Est. "Condizioni di questo tipo superano ogni normale pratica e consuetudine. Noi che siamo un grande gruppo abbiamo subìto. I piccoli esercenti, invece, sono letteralmente strozzati", afferma Andrea Stratta, del circuito cinematografico UCI.

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Paolo Simoes, direttore generale della Sony, respinge le critiche: "un film come questo è un grande contributo per il prolungamento dell’estate: esce a maggio e può arrivare fino agli ultimi giorni di agosto. Potevamo uscire con solo 600 copie, ma abbiamo preferito dare il film a tutti (le copie di pellicola di partenza sono 1.000, n.d.r.). Abbiamo investito 3 milioni di euro per promuovere Il Codice Da Vinci e spenderemo un milione e mezzo per la stampa delle copie. Noi facciamo un investimento considerevole e abbiamo chiesto agli esercenti un aiuto per il mercato".

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