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FESTIVAL Italia

A Trieste batte il cuore della nuova Europa

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A Trieste batte il cuore della nuova Europa

Riconosciuto come la più ricca e articolata manifestazione italiana espressamente dedicata alle cinematografie dell'Est e centroeuropa, si apre domani (fino al 25 gennaio) la 18ma edizione di Trieste Film Festival, che quest'anno dedica particolare attenzione alle produzioni dei due neo Paesi membri dell'Ue, Bulgaria e Romania.

L'apertura del festival e affidata alla prima italiana dell’ultimo film di Tony Gatlif, Transylvania [+leggi anche:
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, di produzione francese e ambientato in Romania, protagonista Asia Argento affiancata da Birol Ünel e Amira Casar.

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Tre le sezioni competitive del festival che complessivamente vedranno proiettate 50 opere, per la maggior parte inedite, suddivise in 10 film, 16 cortometraggi e 24 documentari. Il Concorso Internazionale Lungometraggi presenterà 10 film in anteprima italiana. Due le opere provenienti dalla Romania: Hirtia Va Fi Albastra di Radu Muntean e Come ho festeggiato la fine del mondo [+leggi anche:
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(Cum Mi - Am Petrecut Sfarsitul Lumii), co-produzione franco romena, film d’esordio del giovane Catalin Mitulescu, che ha visto attribuire a Cannes 2006 il Premio come miglior attrice alla protagonista Dorotheea Petre nella sezione Un Certain Regard. Entrambi sono ambientati nel 1989, anno della caduta del muro di Berlino e ultimo anno della dittatura di Ceausescu, come il film del connazionale Corneliu Porumboiu, A est di Bucarest [+leggi anche:
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intervista: Corneliu Porumboiu
intervista: Daniel Burlac
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(leggi il Focus).

Sempre per il concorso lungometraggi torna a Trieste il regista Rajko Grlic con Karaula, una co-produzione tra Croazia, Slovenia, Bosnia e Germania. Dall’Albania arriva il film Magic Eye, coprodotto con la Germania e firmato da Kujtim Çashku, mentre dal Tadjikistan arriva Pour aller au ciel, il faut mourir [+leggi anche:
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di Djamshed Usmonov. Presente anche l'Orso d’argento allo sceneggiatore, produttore e interprete alla Berlinale 2006, Der freie Wille del tedesco Matthias Glasner. In concorso anche White Palms [+leggi anche:
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intervista: Szabolcs Hajdu
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(Fehér tenyér) dell’ungherese Szabolcs Hajdu, la produzione bulgaro-tedesca Obarnata Elcha di Ivan Cerkelov e Vasil Živkov e il fim polacco Retrieval [+leggi anche:
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(Z Ozysku) di Slawomir Fabicki.

Uno dei maestri della cinematografia est europea, il serbo Goran Paskaljevic, sarà anch'esso presente in concorso con il film ad episodi The Optimists [+leggi anche:
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, basato sul "Candido" di Voltaire.

Il Concorso Internazionale Documentari, curato da Fabrizio Grosoli, alla sua terza edizione si conferma come una delle sezioni centrali della manifestazione con 24 titoli che rappresentano i Paesi balcanici e quelli baltici, l'Europa Centrale e la Russia. I temi sono quelli d'investigazione sociale e della realtà contemporanea dell'Europa orientale.

Attesa infine per l’evento di chiusura di questa edizione, con Climates [+leggi anche:
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intervista: Zeynep Ozbatur
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del regista turco Nuri Bilge Ceylan già applaudito all’ultimo festival di Cannes, e che torna a Trieste dopo la vittoria della sezione lungometraggi nel 2004.

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